Il presidio di martedì davanti all'Ospedale di Susa

Il presidio di martedì davanti all’Ospedale di Susa

“La consigliera Batzella offende i sindaci valsusini”.   Angelo Patrizio e Paolo Alpe replicano così alla consigliera regionale grillina  e, in un comunicato stampa  ricostruiscono l’incontro (e il post incontro) di martedì 27 ottobre nella Sala Consiliare del comune di Susa con il Direttore Generale dell’Asl To3 Fulvio Boraso a proposito dei Servizi Ginecologici e Pediatrici che saranno mantenuti e potenziati presso l’Ospedale cittadino dopo la chiusura definitiva del Punto Nascite.

Angelo Patrizio, sindaco di Avigliana è presidente del comitato dei sindaci del distretto di Susa dell’Asl To3 mentre Paolo Alpe (primo cittadino di Borgone) rappresenta il distretto di Susa nel comitato d’indirizzo della conferenza dei sindaci dell’Asl To3.

 

La riunione in oggetto – fanno sapere Patrizio e Alpe – era riservata ai sindaci. In giornata il Direttore Generale aveva già incontrato gli operatori della struttura sanitaria e il Comitato Donne che hanno Partorito a Susa, per dibattere gli stessi temi).

Ecco come sono andate le cose secondo i due sindaci.

“A inizio riunione la Consigliera Regionale Stefania Batzella ha chiesto insistentemente di presenziare all’incontro e, nonostante non facesse formalmente parte dell’Assemblea, ha ricevuto il consenso dei sindaci a partecipare.

L’Assemblea aveva lo scopo di far esprimere i sindaci in merito al progetto Day Service,cosa che è puntualmente avvenuta in presenza della Consigliera Regionale Stefania Batzella.

Gli interventi dei sindaci hanno sottolineato,  più volte e con chiarezza, che la problematica del Punto Nascite resta aperta come criticità importante e come ferita per il territorio, in quanto le caratteristiche geografiche della Valle rendono complesso e pericoloso il riferimento delle partorienti esclusivamente all’Ospedale di Rivoli, per evidenti morivi di distanza.

Al tempo stesso i sindaci hanno espresso riserve circa la capacità dell’Ospedale di Rivoli di assorbire l’aumento delle prese in carico dovute alla chiusura del Punto Nascite di Susa. 

A tale proposito è stato ricordato che, in seguito alla chiusura del Pronto Soccorso di Avigliana, il carico delle emergenze su Rivoli ha evidenziato, a più riprese, intasamenti e forti criticità, talvolta insopportabili per l’utenza, con conseguente evidenza sulla stampa.

Si è ribadito inoltre che la norma che stabilisce il numero minimo di parti all’anno per la sussistenza di un Punto nascite, dovrebbe essere rivista e superata a livello parlamentare abbassando le soglie per tutte le aree logisticamente disagiate e che l’accordo sottoscritto dai sindaci a marzo sulla sanità in valle non è riuscito a tutelare il Punto nascite, che in effetti non è stato oggetto di alcun accordo, proprio in virtù dell’applicazione di queste norme a livello locale da parte dell’Assessorato alla Sanità Regionale.

La chiusura del Punto Nascite non è  infatti stata determinata dalla volontà  dei sindaci i quali, al contrario, hanno sempre manifestato con la fascia tricolore alle manifestazioni in difesa del servizio, ma dall’applicazione di una norma nazionale, attuata a livello regionale.

Nel corso degli interventi è stato anche sottolineato da parte dei sindaci che il calo dei parti è stato in parte influenzato da pressioni indebite sulle gestanti circa la sicurezza del Punto Nascite di Susa.

Gli interventi dei sindaci hanno infine evidenziato riserve sul progetto Day Service presentato dal Direttore Generale auspicando che si configuri effettivamente come servizio di qualità utile a seguire efficacemente le donne nella fase precedente e successiva al parto.

 Al tempo stesso è stato chiesto il rispetto di tutti gli altri impegni sottoscritti.

Al termine del dibattito la Consigliera Regionale Batzella ha chiesto la parola, pregando il Direttore Generale di restare per 5 minuti, ma che avrebbe parlato solo in presenza dei rappresentanti del “Comitato delle Donne che hanno partorito a Susa”. L’Assemblea ha accolto la sua richiesta facendo entrare in sala i rappresentanti  del comitato.

Ne è seguito un intervento di circa 35 minuti della Consigliera Batzella la quale, a prescindere dalle sue reali intenzioni che ovviamente non siamo in grado di valutare, si è spesa secondo modalità che appaiono a nostro parere riconducibili più all’autoreferenzialità con  finalità elettoralistiche che al sostegno razionale a tesi finalizzate a conseguire  risultati realistici e concreti in ambito sanitario locale.

Al tempo stesso, con appassionata enfasi emotiva, la Consigliera Regionale Batzella ha fatto allusioni  a volte contraddittorie ma sostanzialmente offensive circa le presunte responsabilità dei sindaci sulla decisione di chiudere il Punto Nascite di Susa.

Comprendiamo naturalmente la passione politica e rispettiamo tutte le posizioni , comprese quelle critiche  verso l’operato dei sindaci.

Tuttavia la presunzione di detenere l’esclusiva circa la rappresentatività dei cittadini su questo tema dovrebbe a nostro avviso essere almeno rivista da parte della Consigliera Regionale Batzella.

Evidenziamo anche che gli stessi concetti da lei espressi potevano tranquillamente essere ribaditi, magari con più forza, attraverso un intervento più contenuto e senza sconfinare necessariamente in argomentazioni discutibili o scarsamente credibili.

Infine ci sembra che la Consigliera Regionale Stefania Batzella  dimentichi spesso che i sindaci operano per la difesa dei servizi sanitari distribuiti su tutta la valle e che sono stati eletti da migliaia di cittadini che non necessariamente la pensano come lei sul protocollo d’intesa sottoscritto a marzo  con l’Assessorato Regionale alla Sanità”.