Ieri, giovedì 26 gennaio, il Senato francese ha acceso il semaforo verde della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. L’ok del parlamento transalpino, con il voto positivo alla  ratifica del trattato di Parigi del 24 febbraio 2015 e del protocollo firmato un anno dopo a Venezia da Italia e Francia era infatti l’ultima tappa legislativa prima dell’avvio dei lavori sulla tratta transfrontaliera Torino-Lione, tra Susa e Saint-Jean-de-Maurienne. A questo punto manca solo l’approvazione (un atto puramente formale) del presidente, Francois Hollande, e lo scambio protocollare degli strumenti di ratifica tra Roma e Parigi. Un voto che arriva proprio nel giorno in cui la la talpa che sta scavando il tunnel geognostico di Chomonte entra nel territorio francese. Presto cominceranno anche i lavori del tunnel di base che, sul versante italiano, inzierà lo scavo direttamente da Chiomonte e non più da Susa.

La soddisfazione di Telt

Grande soddisfazione per l’approvazione, da parte del Senato francese, della legge di ratifica dell’Accordo per l’avvio dei lavori definitivi della Torino-Lione arriva da Telt, la Società italofrancese succeduta a Ltf nel compito di realizzare la tratta trasfrontaliera della Torino-Lione. “Con il voto di giovedì a Parigi – si legge in un comunicato di Telt – si completa l’iter parlamentare nei due Paesi e possono iniziare i cantieri del tunnel di base del Moncenisio. Diventa operativo anche il Regolamento Contratti, che per la prima volta in Europa prevede l’applicazione della normativa antimafia indipendentemente dalla nazionalità dei cantieri. La Società è pronta a entrare nel vivo di questa sfida, dando il via alle gare e ai lavori preparatori nel 2017 e a quelli definitivi nel 2018”.

“Questo avvenimento è di grande importanza – dichiara Hubert du Mesnil, Presidente di TELT – Segna l’inizio della fase di costruzione del progetto dopo un lungo periodo di studi, lavori conoscitivi e procedure istituzionali. Rappresenta un successo per la squadra di TELT che ha reso possibile questa decisione e la conferma di una volontà politica perseverante e largamente maggioritaria in entrambi gli Stati, senza dimenticare la motivazione costante, paziente e determinante dell’Unione europea. Questa tappa decisiva è un successo per la nostra Società, per i suoi dirigenti e collaboratori. Possiamo essere fieri e soddisfatti. Ma anche consci della grande responsabilità che ne deriva: gestire al meglio questo grande cantiere, rispondere alle sfide economiche e ambientali che questo comporta e condividere con tutti i soggetti coinvolti nel progetto e con il territorio il nostro impegno incondizionato a renderla un successo esemplare” .

“Con questa decisione si scrive, con successo, l’ultimo capitolo di una storia ventennale, che racchiude impegno, lavoro e concertazione – dichiara Mario Virano, Direttore Generale di TELT – Un iter che ha richiesto sette vertici italo-francesi e quattro Accordi bilaterali, in cui la volontà dei governi è stata sempre ribadita e rafforzata. La Torino-Lione è un’opera già in costruzione con 800 persone impegnate nei lavori. In Italia la fresa, arrivata negli ultimi metri del cunicolo esplorativo, supererà domani il confine, mentre in Francia è in corso lo scavo della galleria geognostica di 9 km, nell’asse e del diametro del futuro tunnel di base del Moncenisio. A Saint-Martin-La-Porte i tecnici stanno operando in uno dei tratti geologici più complessi e interessanti di tutta l’opera, uno studio della montagna che consentirà di preparare al meglio i lavori definitivi”.

 

I No Tav: “Il voto francese non spegne la lotta contro l’alta velocità”

Critiche dal Movimento No Tav che, attraverso il sito Presidio Europa, afferma:”La migliore scelta per l’Italia, la Francia, l’Europa e il Pianeta è l’uso dell’esistente. Tra Torino e Lione esiste una linea ferroviaria perfettamente funzionante e moderna che è utilizzata a meno di un sesto della sua potenzialità”.

Non vi è dunque nessuna necessità di una nuova linea ferroviaria, costruirla significa gettare via risorse pubbliche e devastare la natura.

Questo progetto deve essere fermato per il bene dell’Italia e gli importi previsti a carico dell’Italia devono essere subito trasferiti verso la realizzazione di Opere Utili per ricostruire e mettere in sicurezza il territorio devastato da terremoti e alluvioni.

Per usare le parole di TELT, il Movimento No TAV sta compiendo tutti i passi necessari affinché non sia dato il via allo scavo del tunnel di 57 km di questa Grande Opera Inutile e Imposta.

Da oltre un mese il Movimento No TAV, attraverso numerose riunioni in Valle Susa che hanno visto una foltissima partecipazione, ha definito le tappe dei prossimi mesi di lotta che riprenderanno, nello stile di una lotta che prosegue ininterrotta da 28 anni, temi e azioni di lotta tradizionali e altri con contenuti più innovativi allo scopo di rilanciare il dibattito sulle GOII e di imporre un’agenda al Paese.

Proseguono intanto in Valle Susa gli incontri con la popolazione per fornire informazioni aggiornate sulla situazione, con particolare attenzione agli espropri che TELT intende attuare nelle prossime settimane.

Altre iniziative saranno organizzate per rafforzare ancora di più il consenso verso la lotta No TAV che è forte e diffusa in tutta Italia e per sottolineare il carattere “protagonista” della lotta alla Torino-Lione nei confronti dei gravi problemi sociali, economici e ambientali che l’Italia deve affrontare in questi tempi.