GIAVENO- Nell’epoca del  web riesce difficile pensare che,  per scambiarsi una ricetta, sentire  una canzone, ascoltare una leggenda,  giocare ci si potesse incontrare  in un luogo prestabilito,  dove parlare a tu per tu. Eppure  era questo, in estrema sintesi, lo  spirito delle “vijà”, le veglie che,  fino a non molti decenni fa, si tenevano  nelle stalle delle borgate,  pressappoco nel periodo fra San  Martino (11 novembre) e l’Annunciazione  (25 marzo). Restituire,  almeno in parte, lo spirito  originale delle vijà è il regalo che  don Gianni Rege Gianas vuole  fare a Ponte Pietra, in onore della  festa patronale della B.V. Consolata.

Per questo motivo, venerdì 20  giugno, dalle 21, all’interno della  chiesa, si svolgerà la vijà. Interverranno  anche il Coro Valsangone  che proporrà alcuni canti,  Guido Ostorero, docente del  Pascal e, seppure soltanto in video,  l’indimenticato Candido  Giai Chel, sacrestano della parrocchia  di Santa Maria Maddalena  per oltre 70 anni, che, ripreso  da Claudio Porporato, proporrà  alcune riflessioni sugli antichi  mestieri, le usanze, le feste, l’emigrazione  e lo spopolamento della  montagna.

A fare da scenografia, il gruppo  guidato dal maestro Bruno  Tessa di Coazze che illustrerà ai  presenti le principali tecniche di  filatura, di lavoro a maglia e di  uncinetto. “Vogliamo, in quest’epoca  di incertezze, provare a  progettare il futuro — spiega  don Gianni— Partendo dalle storie  e dai sogni di ciascuno, senza  pretese ma con sincerità”.

A.T.