Gli scontri del 27 giugno 2011 (Foto C.R.)

Gli scontri del 27 giugno 2011 (Foto C.R.)

I pm hanno scomodato anche l’eroe Jan Palach che a Praga si diede fuoco per protestare contro i carri armati sovietici e   Marco Pannella che fece lo sciopero della fame contro il sovraffollamento delle carceri. Tutto per dire che gli scontri dell’estate 2011, nei giorni dello sgombero del cantiere Tav della Maddalena di Chiomonte, con la non violenza c’entrano un fico secco. Ed ecco allora che, per i pm Manuela Pedrotta e Nicoletta Quaglino ai 53 imputati per gli incidenti del 27 giugno e del 3 luglio 2011, vanno comminati un totale di 190 anni di reclusione con condanne individuali che vanno da 6 mesi a  6 anni.

La requisitoria dei Pubblici Ministeri è avvenuta in un clima teso. Con gli imputati e il pubblico che hanno a più riprese interrotto il dibattimento e con insulti rivolti, nella prima parte dell’udienza, al pm Emanuela Pedrotta. “Non ci fanno paura le vostre condanne, la Val Susa non si processa” ha esclamato ad alta voce Antonio Ginetti. E il presidente Quinto Bosio si è visto costretto a sospendere  l’udienza per poi proseguirla a porte chiuse.

“Nessuno mette in discussione la libertà di pensiero, qui non ci occupiamo della legittimità o dell’opportunità della Torino-Lione”, ha esordito il pm Manuela Pedrotta, “ma dei disordini intorno al cantiere”.  Duro l’atto di accusa rivolto ai No Tav da parte dei pm: “La vera occupazione della valle è stata compiuta dalla cosiddetta Libera Repubblica della Maddalena, quando ha sottratto una porzione di territorio allo Stato”.  E poi:

I pm hanno ripercorso gli episodi del giorno dello sgombero, il 27 giugno: “Quando hanno visto le divise, i violenti hanno dato libero sfogo ai loro istinti primordiali”. E ancora: “Le ragioni della protesta non hanno rilevanza quando si passa alla violenza”. E ce n’è anche per i testimoni convocati dalle difese nel corso del processo, definiti dalla pm Pedrotta “ininfluenti” o “inattendibili”; alcuni poi si sarebbero spinti addirittura a “dichiarare il falso”. Nel mirino anche alcuni esponenti politici: “Non è stato divertente vedere amministratori pubblici e consiglieri regionali avere avuto la sfrontatezza di venire in tribunale per negare di avere visto ciò che avveniva sotto i loro occhi», ha detto ancora Pedrotta.

Nicoletta Quaglino ha poi  ricostruito i fatti di domenica 3 luglio 2011, quando una manifestazione No Tav degenerò in gravi incidenti. “Ciò che accadde in quel giorno – ha detto il Pm – fu un vero attacco, con piano preciso, organizzato