Casa Miranda (Chiusa San Michele)

Casa Miranda (Chiusa San Michele)

Si è trasferita domenica a Chiusa San Michele (Villa Miranda, in via General Cantore) la famiglia di profughi pakistani ospitata per una settimana dalla parrocchia di Sant’Antonino di Susa, composta  da papà, mamma e tre figli (8, 7, 3 anni e mezzo e un altro pargoletto in arrivo).

Il papà di questa famiglia é arrivato in Italia tre anni fa dal Pakistan, dalla Regione del Kashmir, terra indiana contesa col Pakistan. Un luogo teatro di tensioni fin dal 15 agosto 1947, quando il colonizzatore britannico se ne andò e il sovrano indù del Kashmir optò per l’annessione all’India, nonostante la popolazione fosse in prevalenza mussulmana.

L’uomo  per fuggire ha percorso migliaia di km attraversando a piedi, con mezzi di fortuna e in modo quanto meno avventuroso Pakistan, Iran e Turchia per poi giungere in Libia. Qui è stato imprigionato (destino comune a molti profughi) e poi è riuscito a imbarcarsi sfidando la lotteria dell’attraversamento del mare. Sbarcato a Lampedusa è stato destinato a Settimo Torinese per poi fare la trafila di migliaia di persone. Dopo tre anni, finalmente, gli è stato riconosciuto il diritto d’asilo e, di recente la famiglia è venuta in Italia e si potuta ricongiungere. Qui il papà ha nuovamente riabbracciato moglie e i figli. Ed ora, nonostante disavventure e difficoltà, l’annuncio che presto la famiglia aumenterà di numero.

La famiglia è sostenuta, nel suo percorso verso l’autonomia economica e l’integrazione sul territorio, dalle parrocchie di Sant’Antonino, Vaie e Villar Focchiardo.

Si tratta del primo nucleo famigliare ospitato a Casa Miranda. L’edificio, lasciato in eredità alla parrocchia di Chiusa San Michele dall’insegnante e preside Eva Miranda Sestero (deceduta alcuni anni fa), è stata ristrutturata su iniziativa della Diocesi di Susa con l’appoggio della Fondazione Magnetto.

La spesa sostenuta è stata di 125 mila euro; oggi Casa Miranda è una vera e propria casa di carità nell’accoglienza ai più poveri (e quindi anche dei profughi fuggiti dalla guerra e dalla fame), nella luce di quella parola di Gesù che leggiamo nel vangelo di Matteo al capitolo 25: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto…”

Il servizio completo è pubblicato da La Valsusa in edicola da oggi, giovedì 19 gennaio