Storie di Valle nel pieno della Rivoluzione Francese. Correva l’anno 1794, in piena della Rivoluzione Francese, e molta della nobiltà  cercava rifugio in Savoia e Piemonte, cospirando contro il governo repubblicano.
Ne consegue che l’esercito rivoluzionario occupa la Savoia e a maggio il Moncenisio, con l’intento di scendere attraverso la valle di Susa ad occupare anche il Piemonte.

Il Re di Sardegna Vittorio Amedeo III predispone una nuova linea difensiva che inizia dai trinceramenti del Clapier per scendere al passo Avanzà – punta Mulatera-Muret-Arcangel-Molaretto e ponte Eslosa sul Cenischia, quale importante punto strategico per raggiungere Susa. Il presidio di Novalesa e del ponte Eslosa con il vicino roccione fortificato, era al comando del tenente colonnello Della Rocca del Reggimento Aosta con sede presso l’abitato di Venaus, come riportato sul libro”Moncenisio in Guerra” dallo storico Mauro Minola.

Da ricerche storiche sulle Confraternite dipendenti dalla Chiesa Parrocchiale S. Biagio e S. Agata di Venaus si riscontra che nel rendiconto di quella del SS.mo Sacramento dell’anno 1794, redatto dal sagrestano Giov. Battista Rossetti, al punto 4° del dettaglio delle spese sono riportate: “10 livres per compra di 14 assi di meligine (larice) per otturare nella Cappella l’uscita maggiore colla Chiesa principale, in occasione che in essa Cappella si è dato alloggio a una porzione della truppa che si è acquartierata d’inverno in questo luogo”.

Nel rendiconto del 1795 con lo stesso criterio contabile e controfirmato, viene riportata la spesa di “livres 26 per l’otturamento in tela cerata delle finestre, in occasione dell’alloggio delle truppe in essa Cappella e per l’otturamento in tavolato della grande entrata della Cappella in Chiesa”.
Ancora dell’anno 1796 viene riportata la spesa “di livres 15 per il consumo della cera a cagion dell’alloggiamento della truppa”.

La suddetta Cappella è adiacente alla Chiesa Parrocchiale; fu costruita e amministrata dalla Confraternita fino alla fine del 1800, sempre però come dimostrato dal registro delle spese con la collaborazione e controllo del Parroco Preposto; è situata sul prolungamento destro del transetto della Chiesa tramite una ampia comunicazione, della quale già  si fa menzione nella documentazione sopraccitata. Attualmente è utilizzata prevalentemente dai fedeli maschili durante le messe festive e per le feriali.

La coincidenza periodica dei due momenti storici porta alla conclusione che la Comunità  di Venaus, non solo nel lungo inverno del 1944-1945 (come ancora attualmente gli ultrasettantenni ben ricordano) ha dovuto sopportare i disagi del presidio tedesco, ma frequentemente purtroppo, dai tempi della documentata costruzione dell’Abbazia della Novalesa ha dovuto convivere con gli eserciti di quasi tutta l’Europa.
Però nel caso in esame è molto significativa la documentazione conservata nella Parrocchia, sia come memoria storica della Confraternita, ma anche come testimonianza di un periodo che è durato dall’occupazione del Moncenisio, da parte dei rivoluzionari francesi nel mese di maggio del 1794, fino a maggio del 1796 e precisamente fino a quando Napoleone Bonaparte passando dalla Liguria costrinse Vittorio Amedeo III a concedere il libero transito alle truppe dislocate al Moncenisio per invadere il Lombardo Veneto.

Di quel periodo, sono ancora attualmente visibili i resti delle casermette e dei presidi siti lungo la linea del fronte, come anche trinceramenti e gallerie.
Il transetto sinistro della Chiesa, sito di fronte alla Cappella, ai tempi era riservato per i ragazzini; attualmente quando partecipo alle diverse funzioni, con la mente e l’immaginazione, ma anche con tanta nostalgia ritorno all’inizio degli anni 1930, quando vedevo mio nonno con i Confratelli seduti vicino a Giacomo, il Patriarca- Capostipite delle famiglie Talachini, sempre presente a tutte le diverse Funzioni.

Fino agli anni 1960 circa, una forte rappresentanza della Confraternita partecipava, con una lunga tunica bianca alle processioni e funerali salmodiando la parte riferita alle diverse funzioni; attualmente il loro impegno si è ridotto, ma comunque ancora molto attivo e partecipato.
Sono passati anni, decenni, secoli, ma la Cappella, frutto del lavoro e della Fede degli antenati Venausini è ancora sempre solida e robusta.
All’inizio degli anni 1980, però a causa dell’infiltrazione di acqua dal tetto, si evidenziarono dei notevoli danneggiamenti alla volta; ne consegui un completo restauro conservativo comprendente il rifacimento del tetto in lose, parte del pavimento in lastre di pietra, del bellissimo altare di legno della scuola del Melezet e la generale decorazione interna.

Attualmente è molto difficile immaginare come ha potuto questa Comunità  coltivare i propri beni siti in un territorio tagliato da un fronte di guerra; da una parte le truppe Sabaude dall’altra l’esercito rivoluzionario di Robespierre. La Valle di Susa è sempre stata una valle di transito e occupata da eserciti stranieri, ma avere sul territorio un fronte di guerra per due anni è stato sicuramente un notevole problema e disagio per tutta la popolazione.

Elso Tournour La cappella del Santissimo Sacramento di Venaus