Erano partiti giovedì 17 con il volo da Torino delle 13.30. La meta Barcellona, e l’obiettivo una settimana di vacanza in una delle città turistiche più gettonate dai giovani.

Ma purtroppo si sono ritrovati in mezzo all’incubo.

Pochi minuti dopo l’attentato terroristico, infatti, erano sul posto.

Si tratta di quattro giovani valsusini: Valeria Bronzino di Sant’Ambrogio, Alan Anselmetto di Condove, Angelo Quagliata e Elena Veneziani di Susa.

Fortunatamente stanno tutti bene.

Li abbiamo contattati nella mattinata di oggi via facebook, ecco il loro racconto: “Dopo essere atterrati, abbiamo preso la metro diretti a placa Catalunya, per andare a ritirare le chiavi dell’appartamento affittato in galleria Malda. In pratica, la nostra casa si trova a Carrer Lancaster, proprio di fianco all’area dov’è avvenuto l’attentato”. Eravate nella zona più a rischio, dunque, ma per fortuna non siete stati testimoni della tragedia; com’è andata? “Una serie di fatalità hanno giocato a nostro favore, ad esempio un abbonamento settimanale per i mezzi pubblici, che si era smagnetizzato, ci ha costretti a scendere alla fermata Sants invece che ad un’altra decisa in precedenza, per cambiare linea, e la successiva scelta di uscire dalla galleria a sud invece che a nord, ci ha permesso di arrivare all’angolo dove è successo tutto qualche minuto o addirittura qualche manciata di secondi dopo i tragici fatti”. barcellona2

Cosa avete visto, giunti sul posto?

“Dopo l’accaduto abbiamo visto solo tanta gente correre, gruppi di militari con i mitra pronti a sparare, e puntati ad altezza uomo…Abbiamo corso, tanto, carichi dei bagagli, in mezzo alla gente…C’era nell’aria un fortissimo odore di lacrimogeni, e intorno tanta gente che piangeva”. Dove eravate diretti in quel momento di altissima tensione e paura? “Ci siamo rifugiati nelle vie interne, ma non avevamo ancora capito cosa fosse successo. Pensavamo ad una sparatoria, poi ci hanno parlato di un incidente…Solo dopo qualche minuto, consultando internet, sono apparse le prime notizie e noi abbiamo finalmente capito in che situazione ci stavamo trovando”.

Che avete pensato di fare? “Abbiamo così circumnavigato la rambla per raggiungere il nostro appartamento, compiendo il giro più largo che potessimo fare, poi abbiamo fatto una spesa veloce e ci siamo rintanati in casa. Sentivamo e vedevamo gli elicotteri che sorvolavano la nostra zona, in quanto ci trovavamo ad una, o forse due vie, dal ristorante dove inizialmente sembrava che qualcuno dei terroristi si fosse asserragliato con alcuni ostaggi”. Una notizia che poi è stata smentita da fonti ufficiali. In che stato eravate? “Abbiamo provato uno spavento pazzesco.

Una volta trovata un po’ di calma, abbiamo avvisato tutti in Italia. Stiamo bene!”.

Oggi, venerdì 18, com’è la situazione? “La città osserva il primo dei tre giorni di lutto previsti. Noi ora siamo in spiaggia, a Barceloneta. Molti negozi sono chiusi. Si sta respirando un’aria di calma apparente, ma si percepisce il clima di una città fortemente segnata”. Questa tragedia, un nuovo terribile attentato di matrice fondamentalista islamica, e che conta al momento 14 vittime e decine di feriti, sta pregiudicando le vostre vacanze? Che pensate di fare? “Non abbiamo nessuna intenzione di darla vinta a chi vuole farci vivere nel terrore. Esprimiamo tutte le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime e a tutti gli amici che si trovano a Barcellona in vacanza come noi e che sono stati coinvolti in questa tragedia. Parteciperemo senz’altro alle iniziative di commemorazione che si svolgeranno in questi giorni. Ma ovviamente non rientreremo prima del previsto in Italia. I terroristi non l’avranno vinta”. barcellona1

Queste le impressioni dei quattro giovani valsusini trovatisi a Barcellona, in vacanza, pochi istanti dopo il terribile attentato terroristico.

Giorgio Brezzo

(Nella foto in apertura: Valeria Bronzino in primo piano, dietro di lei Elena Veneziani, Alan Anselmetto e Angelo Quagliata. La cartina che indica il luogo dell’attentato, e un tratto della rambla sotto l’appartamento affittato dai quattro valsusini).