campANILIDopo l’inchiesta dell’Espresso “Io, profugo, cacciato via dai preti” nella quale l’inviato del periodico, fingendosi un migrante curdo iracheno, ha chiesto ospitalità a decine di chiese in Italia e in Europa, il parroco di Bardonecchia  scrive al giornalista e al giornale.

Ecco la sua testimonianza.

 

Gentile dottor Gatti,

in riferimento al suo ampio e documentato articolo, che l’ha portata a percorrere in lungo e largo l’Italia, investendo energie e denaro, dal titolo di bell’effetto “Io, profugo, cacciato dai preti” che, a mio avviso, avrebbe dovuto più correttamente intitolare “Io, falso profugo, cacciato dai preti”, desidero farla partecipe della mia interiore soddisfazione, quasi una piccola vittoria personale, per non essere caduto nell’ennesimo imbroglio tentato contro un prete.

Assai spesso, con motivazioni differenti, suonano alla porta falsi bisognosi, con l’intento di raggirare, circuire, ingannare e fare cadere “il prete” nella loro trappola truffaldina, per poi, forse, ridergli alle spalle, dopo avergli spillato del denaro.

In varie occasioni ho dovuto segnalare in Commissariato il passaggio di imbroglioni ben camuffati.

Ricordo bene l’incontro avuto con lei sulla porta di casa che, fin dalle prime parole, pur con la difficoltà della lingua (un tempo da queste parti si studiava il francese, non l’inglese), osservandola, qualcosa di lei non mi convinceva. Un profugo iracheno: ben curato, aspetto intellettuale, elegante, volto disteso, riposato; sguardo indagatore…e poi, com’è arrivato a Bardonecchia se dice di non avere dei soldi… dov’é la moglie, dove sono i figli di cui parla;… un profugo che non conosce una parola di italiano, come può avere letto o sentito dell’invito del Papa, di qualche giorno prima, rivolto alle strutture religiose circa l’accoglienza…

Questi e altri i pensieri che si rincorrevano nella mia niente mentre la scrutavo “…sottolineando il no con l’indice…”… ed ancora: non sono forse le Prefetture che destinano i singoli e le famiglie di profughi a coloro che si rendono disponibili per accoglierli…

Qualcosa non mi quadrava… che sia una bufala? Sa, l’esperienza pluridecennale a questo riguardo tempra le persone. Un mio predecessore, a metà ‘800, é stato ucciso con una serie di pugnalate, in questa stessa casa… vorrei evitare che la cosa si ripetesse. Se me lo permette, in considerazione della citazione evangelica da lei riportata, vorrei anch’io fare altrettanto, naturalmente portando acqua al mio mulino… “siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Mt.10,16).

Ogni giorno vengono consegnate borse di viveri, pagate utenze domestiche, offerti piccoli contributi…, ai veri bisognosi, all’occorrenza, pagata la camera in pensione convenzionata per trascorrere la notte, in quanto questa casa “con cinque finestre per lato e i gerani al balcone” che, oltre all’abitazione per il parroco, deve offrire dello spazio alle aule del catechismo e all’oratorio per i ragazzi, non é purtroppo adattabile per ospitare migranti» Circa l’accoglienza, già in passato, si era discusso varie volte, venendo alla determinazione, alla bisogna,di trovare una soluzione alternativa, pagando la spesa corrente in albergo.

Vi é un secondo aspetto, dettato dalla prudenza, che non deve essere sottovalutata. Quotidianamente vengono segnalate rapine e omicidi a danno di persone che, con troppa leggerezza, aprono la porta di casa a falsi dipendenti Enel, a falsi dipendenti del Gas, a falsi controllori di bollette e così via…

In questa casa, tempo addietro, si sono presentati un falso giornalista, un falso rappresentante di oggetti sacri, un falso padre che voleva segnare un falso Battesimo per la figlia… e la lista potrebbe continuare (tutti segnalati in Commissariato)… che la fantasia degli imbroglioni porti anche a inventare dei falsi profughi?!

Per completezza: questa parrocchia, da circa due anni, collabora con una Cooperativa e cerca, con le forze che ha, di aiutare a integrare un gruppo di “veri” profughi nigeriani.

Mi permetto anche di rilevare: perché tanta acredine contro i preti… per colpire la Chiesa? Non é forse vero che se non ci fosse la presenza della Chiesa in tante opere di bene, facendo cosa può e come può, molta gente vagherebbe nel buio? Forse, anche in questo, Gesù nel Vangelo é stato lungimirante: “… sarete odiati da tutti a causa del mio nome”. E’ lo scotto da pagare, ma…”chi perseve­rerà fino alla fine, questi sarà salvo”. (Mt. 10,22)

Creda, é sempre valido quell’antico detto: “Vivi e lascia vivere”. E, se uno é onesto con se stesso, é costretto ad abbassare lo sguardo al pensiero i di: “chi punta il dito contro un altro, ne ha almeno altri tre rivolti contro se stesso”.

La prossima volta, se vorrà tornare a trovarmi, venga onestamente, non sotto false spoglie, e, magari prendendo un caffé assieme, lei potrà conoscere meglio me e io meglio lei. Vedrà che ci capiremo.

Dimenticavo: alle mie spalle, quello che lei ha intravisto, non é un affresco bensì una vecchia tela raffigurante San Giuseppe, messa lì da qualche mio predecessore e che, tra l’altro, avrebbe bisogno di restauro.

Desidero anche precisare che la mia tonaca di bottoni ne conta ventiquattro, ci é andato vicino. Non me ne voglia.

Con osservanza

Don Franco Tonda