Sabato mattina incontro tra l’assessore Coppola, sindaci e Comunità Montana al Giardino

TRANA – Dopo il polverone alzatosi per la decisione della Regione di chiudere il Giardino Botanico Rea, messa per scritto in una lettera inviata il 14 maggio ai presidente di Comunità Montana e Unione dei Comuni, è lo stesso assessore regionale alla cultura, Michele Coppola, a varcare le soglie della struttura di S.Bernardino di Trana. Lo ha fatto nella mattinata di sabato 8 giugno, incontrando per la prima volta sindaci e assessori dei sei comuni della Valsangone, il presidente della Comunità Montana Sandro Plano e il responsabile della cooperativa CAPVS della Comunità Montana, Cesare Paschetta, che ne ha in capo la gestione. Occasione, per l’assessore, per vedere con i propri occhi il Giardino Botanico – che aveva visitato parecchi anni fa – e per trovare di concerto con Comuni e enti una via d’uscita per scongiurare la chiusura. La volontà di non perdere un fiore all’occhiello per la Valle e per il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino – da cui il Giardino dipende – c’è, da parte di tutti. Il problema è, come sempre, la crisi che attanaglia gli enti e chiude i rubinetti dei finanziamenti. Il Rea che costa circa 100 mila euro annui, di cui il 70 percento sovvenzionati dalla Regione e il restante 30 dalla CAPVS. “Nei prossimi giorni ci incontreremo di nuovo con tutti i sindaci a Torino, perché sono certo della volontà del territorio di assicurare un futuro al Giardino – ha detto l’assessore Coppola – Il nuovo corso della struttura passa da un coinvolgimento diretto dei Comuni, insieme a un sostegno equilibrato e puntuale nei tempi della Regione, sempre in collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Naturali. La prima azione – continua – definirà modalità nuove per sgravare la direzione del patrimonio regionale da alcune incombenze non più compatibili con questo momento storico e servirà a trovare insieme strumenti e sostenitori nuovi, che condividano l’importanza per il Piemonte di questo luogo unico e straordinario”. Nuovo corso che si traduce nella necessità di una maggiore promozione del Rea, con iniziative che richiamino più pubblico. Con la scomparsa della Comunità di Valle toccherà all’Unione dei Comuni farsi in parte carico della struttura, ma la presidente Ruffino è chiara. “In condizioni come queste, – afferma – con il Patto di Stabilità che blocca le risorse e con continui tagli, i Comuni valsangonesi non possono accollarsi anche l’onere del Giardino. Nelle priorità di quest’anno dell’Unione ci sono le famiglie in difficoltà, oltre alla gestione della piscina. Occorre organizzare un progetto condiviso con la Regione che continui a venire incontro al Rea. E’ necessario però che questa struttura, negli anni a seguire, diventi autosufficiente”.

Anita Zolfini