Il cantiere di Chiomonte e Matteo Renzi

Il cantiere di Chiomonte e Matteo Renzi

La data c’è ma non è ancora ufficiale e ha bisogno di conferme: mercoledì 17 settembre.

Dovrebbe essere quello, salvo ripensamenti o emergenze, il “Renzi Day” al cantiere Tav di Chiomonte. In quei giorni, infatti, il presidente del Consiglio sarà a Milano per un incontro tra i ministri dei trasporti europei, in occasione del quale è già stato fissato il passaggio a Chiomonte dei rappresentati dei Paesi impegnati nella realizzazione della Torino-Lione.

Della compagnia dovrebbe far parte anche il Commissario Ue ai trasporti Laurens Jan Brinkhorst.

E se davvero verrà a Chiomonte, Matteo Renzi, non sarà certo per prendersi un gelato. Anche se l’ex sindaco del paese Renzo Pinard dice di essere pronto “ad offrirlo al premier e alla sua scorta”. Scherzi a parte, un tantino d’enfasi attorno all’annunciata visita del primo ministro al cantiere della Maddalena c’è stata, nonostante – da un po’ di tempo – le visite ministeriali in quel di Chiomonte si siano moltiplicate.

In fondo, sarebbe la prima volta di un Presidente del Consiglio al cantiere.

Ma in attesa di vedere l’enfant prodige fiorentino varcare i cancelli della Maddalena, che cosa si dice in Valle?

Renzo Pinard

E’ ancora Renzo Pinard  a parlare. E non usa mezzi termini: “E’ ora di finirla con inutili spot propagandistici. E poi la tensione non è più quella del 2011. In quel periodo ministri e politici mica si son fatti vedere. Prima di fare queste sfilate, sarebbe il caso che gli esponenti del Governo incominciassero veramente a mantenere qualche promessa fatta alla valle non solo sulle opere di compensazione della Torino-Lione ma anche sulle agevolazioni fiscali”.
Chi è pronto a spiegare per l’ennesima volta a Matteo Renzi le ragioni del No al Tav è il sindaco di Susa, Sandro Plano, che da tempo prova a mettere insieme l’appartenenza al Pd e l’opposizione al Tav: “La nostra epoca ha enfatizzato in modo estremo il mito della velocità e ha prodotto sistemi di trasporto quali il TGV, l’aereo Concorde, il tunnel sotto la Manica. Alcune di queste esperienze hanno comportato ingenti perdite degli investitori privati. In Italia l’esempio è il treno Italo, cavallo di battaglia del Gotha imprenditoriale nostrano, sull’orlo della crisi”. Così “i sostenitori del TAV, ripetono continuamente che la linea storica risale ai tempi di Cavour e non è conveniente per la sua tortuosità e l’altezza del valico. In realtà la linea attuale può tranquillamente soddisfare le attuali e future esigenze di scambio merci tra i due paesi sia d’estate che d’inverno”. E poi “giustificare le opere pubbliche inutili o quasi con il pretesto dell’aumento del PIL o delle compensazioni è un presupposto errato e contrario alla legge del mercato”.

sandro planoLa realtà, per Plano, è che “la Torino-Lione contribuirebbe ad aumentare il debito pubblico proprio mentre sono in atto pesantissimi tagli agli enti locali e ai servizi per i cittadini. A fronte di un brusco calo degli scambi commerciali tra Italia e Francia, si propone il raddoppio di una tratta già sottoutilizzata, mentre si parla di una riduzione degli investimenti per i treni dei pendolari e i collegamenti tra Nord e Sud”. Di più. Plano vuole spiegare a Renzi che “il nuovo tracciato è più lungo, più costoso e più lento di quello progettato nel 2005 e, anche nella recente versione low cost, è pesantemente criticato dalla popolazione locale che continua a manifestare la sua contrarietà”. L’alternativa? Semplice: “Ripensare questa infrastruttura e la politica dei trasporti”.

francesca fredianiTutto questo mentre la pentastellata Francesca Frediani insieme al senatore Scibona suggerisce a Renzi “alcune modifiche al tour nella nostra regione che, a quanto pare, prevede un’unica tappa a Chiomonte”. Renzi “potrebbe proseguire la visita nel Piemonte che arranca e non arriva a fine mese, ad esempio con una tappa alla Vertek di Condove oppure alla De Tomaso di Grugliasco dove centinaia di persone rischiano il posto di lavoro”.

patrizia ferrariniDi tutt’altro avviso Patrizia Ferrarini, presidente Ascom di Susa. La intervistiamo qualche minuto dopo aver avuto, nell’Hotel Napoleon di Susa di cui è titolare, la visita dei No Tav in valle di Susa per l’ennesimo campeggio: “Li aspettavamo – dice – anche se erano una quarantina e, tra questi, c’era solo un valsusino”. E di Renzi a Chiomonte che dice? “Che sarebbe un segnale interessante, anche se di “passeggiate” come queste negli ultimi tempi ce ne sono state parecchie. Il problema è che i francesi hanno già cominciato l’opera e noi stiamo ancora a discutere. E l’economia langue, i posti di lavoro si perdono e a Susa, tanto per fare un esempio, ci sono attività commerciali che hanno chiuso nel bel mezzo dell’estate. Cosa andiamo a dire ai senza lavoro in valle? Qui rischiamo di rimanere tutti infelici e scontenti. I No Tav perché comunque l’opera si farà. I Si Tav, perché i ritardi accumulati nell’avviare l’opera avranno un costo economico altissimo”.

enzo giobertoE’ ancora l’economia a parlare. Enzo Gioberto, imprenditore e presidente della Cna di Susa: “A Renzi vorrei dire di non sprecare il consenso che si è guadagnato e di andare avanti senza tentennamenti. L’Italia, ferma da troppi anni, ha bisogno della scossa che aveva promesso e che non è ancora arrivata. Bene gli 80 euro, un primo segnale di detassazione e diminuzione del costo del lavoro, male però il fatto che molte categorie ne siano rimaste escluse”. E sulla Valle? “Gli vorrei dire che, qualunque sia l’opinione di ciascuno di noi sull’utilità o meno della TAV, per rilanciare l’occupazione e il lavoro non bastano le grandi opere ma occorre un piano di manutenzione e un progetto per il futuro del nostro territorio, che ridia ai nostri comuni e alle nostre aziende la possibilità di investire. In questo senso ben vengano iniziative specifiche per la nostra valle come quelle promesse da Sergio Chiamparino nel corso della campagna elettorale: proprio da lì occorrerebbe partire per dare inizio a quella fase di progettualità di territorio che era stata annunciata, attraverso il coinvolgimento di Enti, Aziende e Associazioni di categoria. Magari con scadenze precise e “copiando” l’idea del timer del governo Renzi: se 1000 giorni possono bastare a cambiare l’Italia, in 500 giorni, con molte idee e qualche risorsa, si potrebbe riuscire a rilanciare la nostra valle”.

paolo de marchisAncora un sindaco. Saliamo in Alta Valle. A Oulx Paolo De Marchis all’inizio di agosto ha preso carta e penna. E ha scritto a Renzi, parafrasando Lucio Dalla, “così mi distraggo un po’”. Ma i problemi segnalati meritano attenzione. A partire dal dissesto idrogeologico: “Abbiamo ottenuto finanziamenti dalla Regione per le briglie del Rio Nero e per sistemare le sponde della Dora Riparia. Opere per 300 mila euro”. E allora? Ci sarebbero ancora altri interventi indispensabili, finanziati con i fondi comunali. Ma che son bloccati per via del Patto di Stabilità anche se, rimarca De Marchis, “abbiamo 900 mila euro di avanzo di amministrazione”. Questo e altro ancora vorrebbe dire De Marchis a Renzi, con un’aggiunta: “Non voglio avere morti sulla coscienza”, se il patto di stabilità non sarà superato e le opere di messa in sicurezza del territorio non potranno venire realizzate.

antonio ferrentinoAncora sul fronte valsusino è l’ex sindaco di S.Antonino e consigliere regionale Pd Antonio Ferrentino a chiudere: “ A Renzi chiediamo di mantenere gli impegni che il Governo ha preso con la Valle di Susa sulle opere di accompagnamento alla Torino-Lione. Bisogna riprendere il filo del dialogo con gli amministratori locali, almeno con chi ci sta a discutere, per dare speranza agli imprenditori che vogliono investire in valle di Susa e a quelli che, già presenti su questo territorio, vogliono rimanerci”.

Bruno Andolfatto