La metropolitana di Torino (foto Michele D'Ottavio)

La metropolitana di Torino (foto Michele D’Ottavio)

Metropolitana fino a Rivoli, abbiamo scherzato. Almeno così sembra, stando alla Legge di Stabilità del Governo Renzi che ha cancellato il comma 3 dell’articolo 17 che prevedeva di destinare 1,08 miliardi di euro ai trasporti sotterranei delle città metropolitane di Roma, Milano, Napoli, Torino e Firenze.

Solo per Torino erano inizialmente stati destinati 154 milioni di euro per l’ultima tratta (quella fino a Cascine Vica) e altri 60 per la progettazione della linea 2 della metropolitana. C’è chi invita a non drammatizzare, come il senatore democratico Stefano Esposito: “Ci sono 100 milioni garantiti dal decreto Sblocca Italia”, assicura. Anche se poi invita “a stare all’erta e ad attivarsi”.

Tra l’altro il finanziamento per prolungare la metropolitana a Rivoli, fino a qualche giorno fa era dato per certo. Al punto che, a Torino, si era tenuto una riunione tra tutti gli attori in gioco per procedere con la progettazione definitiva.

In questi giorni, invece, la doccia scozzese. Sulla vicenda interviene anche Legambiente. “E’ grave che il Governo non rispetti gli impegni presi su un’opera d’importanza strategica dal punto di vista ambientale e della mobilità dei cittadini, ancor più in un territorio che continua ad avere gravi problemi di smog –dichiarano Vittorio Cogliati Dezza, Fabio Dovana e Pietro La Camera, rispettivamente presidenti nazionale, regionale e del circolo di Rivoli di Legambiente-. Ci auguriamo che i fondi siano reintegrati nei prossimi lavori parlamentari, così come chiediamo al Governo di adoperarsi anche per il reperimento dei 39 milioni e 750 mila euro necessari per completare le stazioni ferroviarie sotterranee di Dora e Zapata, fondamentali per rendere più funzionale il Servizio Ferroviario Metropolitano torinese”.

A giugno Legambiente aveva presentato al Governo Renzi il dossier #sbloccafuturo, una lista di piccole e medie opere incompiute in tutta Italia la cui mancata realizzazione pesa negativamente sulla salute dei cittadini, sulla loro libertà di movimento, sulla possibilità di migliorare la qualità della vita, l’economia locale e nazionale. Tra le 101 opere individuate figuravano anche il prolungamento della metropolitana di Torino e il completamento delle stazioni Dora e Zapata.