C’era da aspettarselo; gli ordini di custodia cautelare messi in atto nella giornata di martedì 15 non sono certo passati inosservati e la reazione del movimento No Tav si è fatta sentire con la fiaccolata di giovedì sera e pesanti accuse lanciate nei confronti dei carabinieri e delle forze dell’ordine.

Il giorno dopo la fiaccolata a intervenire è Antonio Ferrentino, leader della protesta No Tav come presidente della Comunità Montana negli anni ruggenti del movimento. Oggi Ferrentino è consigliere regionale Pd, ed è tra i più attivi nel cercare spazi di dialogo tra i fautori dell’opera e un territorio che pare ancora chiuso a riccio su posizioni oltranziste.

Ma ancora senso, nel 2016, parlare di clima di repressione? “Chi sostiene questo – dice Ferrentino – veramente non sa di cosa parla, in particolar modo se il contesto è quello valsusino. Niente di più fazioso di questa tesi. I vari magistrati che si sono occupati o che si stanno occupando dei problemi creati in Valle di Susa da persone che spesso arrivano da altre aree della Provincia di Torino o da altre città (in questi anni abbiamo anche assistito a  turismo europeo del teppismo), hanno sempre ribadito ad essere perseguiti sono  singoli atti ritenuti fuori dalle legge, commessi da singole persone. I magistrati hanno ribadito più volte che nessuno intende perseguire un movimento”.

Non solo, ma “in valle  di Susa i rapporti con le forze dell’ordine, e  in particolare con i carabinieri della Compagnia di Susa, sono eccellenti e improntati al reciproco rispetto. I cittadini che partecipano a manifestazioni di dissenso in modo pacifico e nel rispetto della legge ( che le forze dell’ordine sono tenute a far rispettare)  non hanno mai avuto nessun tipo di problema. Se un magistrato decide di emettere provvedimenti restrittivi della libertà personale di un cittadino se ne assume la responsabilità e il cittadino potrà difendersi con le forme che uno Stato democratico, mette a disposizione di chiunque”.

Insomma, per Ferrentino “non siamo all’assemblea del villaggio dove la ragione è di chi urla più forte, di chi usa toni offensivi, di chi insulta più forte gli assenti che non possono neppure esprimersi. Quasi sempre in queste assemblee le sentenze sono scritte prima e di questo ho profonda cognizione di causa”.

Ecco quindi che il consigliere regionale esprime “massimo rispetto per il lavoro dei magistrati torinesi, profonda riconoscenza per la professionalità dimostrata dai carabinieri della Compagnia di Susa e di tutti  gli altri comandi, oltre che delle altre forze di Polizia”.

“Chi dissente in modo pacifico non ha nulla da temere – dichiara Ferrentino –  anzi, le forze dell’ordine hanno sempre garantito. E questo vale su tutto il territorio dello Stato, compresa la Valle di Susa che, fino a prova contraria non è una repubblica a parte. La Valle è un pezzo straordinario del Piemonte e non è in atto nessuna azione minimamente limitativa delle prerogative democratiche”.

Chi è stato oggetto di provvedimenti della magistratura, conclude il consigliere regionale Pd,  avrà la possibilità di sostenere, nelle aule dei Tribunali, di essere stato vittima di un errore giudiziario o delle forze dell’ordine; in caso contrario dovrà accettare le sentenze, senza fantasticare argomenti fantasiosi che riportano alla mente periodi bui della storia del nostro Paese. Grazie all’azione delle forze dell’ordine e della magistratura anche in Valle di Susa i diritti sono garantiti, sempre”.