Pasquale Grassano (direttore sanitario): “In valle sanità  di primordine” Dott. Pasquale Grassano, direttore del distretto Sanitario della Valle di Susa: come mai l’Asl spende 6 mila euro al mese per l’affitto del centro riabilitativo di S.Antonino, aperto quasi 5 mesi fa dove però, al momento, funziona solo la logopedia?

Per rendere pienamente operativa la struttura ci vorranno altri due-tre mesi. I tempi previsti hanno subito qualche rallentamento perchè l’Asl ha dovuto prima concordare con la Regione e poi attuare il piano di rientro e di riprogrammazione.

Quindi, ritardi a parte, non ci sono dubbi sul fatto che il servizio debba partire.

Certo. E darà  risposte appropriate ai bisogni degli utenti, offrendo le giuste risposte sul piano della riabilitazione, della fisioterapia, della logopedia.

Come si accederà  al servizio?

Funziona così. All’insorgere di un problema il medico di base fa una prima valutazione che può essere pi๠o meno esaustiva. E, se lo ritiene, invia il paziende dall’ortopedico, dal neurologo o, se bambino, dal neuropsichiatra. Poi, secondo la normativa regionale, tocca al fisiatra stabilire quale percorso riabilitativo intraprendere. La visita fisiatrica, perciò, è (e rimarrà ) un momento fondamentale.

C’è chi dice che se la struttura fosse andata in gestione (come inizialmente previsto) alla Fondazione Don Gnocchi e non fossero intervenute Regione e Asl, oggi andrebbe a gonfie vele e non ci sarebbero tutti questi problemi.

Non tocca a me entrare nel merito delle scelte politiche. Posso solo dire che, nel campo della riabilitazione (quasi sempre affidata ai privati) spesso si fanno cose che non valgono quello che costano e, a volte, non si fanno le cose che servirebbero di pià¹. La riabilitazione, per i privati, è un autentico business. E spesso succede che al paziente inviato in una struttura privata, questa proponga un ampliamento (non sempre giustificato) delle prestazioni. Mentre il “pubblico” deve tendere a fare ciò che serve dal punto di vista qualitativo e quantitativo. E questo accadrà  a S.Antonino.

Intanto, però, a Oulx é in atto una raccolta firme perchè anche lì venga creato un servizio riabilitativo per gli anziani.

Lo so. E questo accadrà  non appena la struttura di S.Antonino andrà  a regime. Anche il progetto della Don Gnocchi prevedeva, con l’apertura di S.Antonino, l’effettuazione di servizi sul territorio. L’Asl intende mantenere questa impostazione e quando il Centro di S.Antonino funzionerà  a pieni giri, gli operatori si sposteranno periodicamente a Oulx per non costringere le persone pià¹.. deboli (soprattutto anziani) a faticosi spostamenti in bassa valle.

Ancora a S.Antonino è ormai ultimata la realizzazione della Raf, una residenza diurna e notturna per disabili. Quando aprirà ?

Anche qui i tempi si sono un po’ allungati rispetto al previsto. Insieme al Conisa abbiamo concordato di affidarne la gestione a una società  esterna e stiamo facendo la gara d’appalto i cui termini scadranno a metà  dicembre. L’apertura quindi può essere ipotizzata nei primi mesi dell’anno nuovo.

E sulle liste d’attesa per visite, esami e prestazioni sanitarie come siamo messi?

E’ noto a tutti il momento di difficoltà , di crisi, di “vacche magre” che stiamo attraversando e che ha costretto Regioni e Asl a rivedere i propri piani. Posso dire, però, che tutto questo non si è tradotto, in valle di Susa, in una caduta delle performance. Forse alcuni progetti hanno subito un rallentamento ma stiamo procedendo. E oggi una cosa è certa: i valsusini non hanno pi๠bisogno di “emigrare” nella vicina Francia, ad esempio a Brianà§on, per trovare prestazioni sanitarie di qualità . L’offerta della sanità  in valle di Susa da un po’ di anni a questa parte è decisamente migliorata.

E delle strutture ambulatoriali di Bardonecchia e Oulx cosa ci dice?

Che quella di Bardonecchia è una struttura comunale, costruita nel periodo delle olimpiadi per sostituire gli spazi che il Comune prima occupava nella Colonia Medail. La struttura è stata realizzata dal Comune (con fondi regionali) per creare un centro privato traumatologico simile a quelli esistenti a Sestriere e Sauze d’Oulx. e per dare una sede ai volontari (e ai mezzi) della Croce Rossa. Le domande quindi, vanno rivolte al Comune e non all’Asl per la quale, invece, il poliambultatorio strategico, su cui destinare investimenti e risorse,rimane quello di Oulx. Pasquale Grassano, direttore sanitario della Valle di Susa Il Polivalente di S.Antonino. Il Centro Riabilitativo dell'Asl è al primo piano