Il Municipio di Rubiana

Il Municipio di Rubiana

Rubiana si sposta davvero in Val di Viù? Di certo c’è che  fuori il sindaco Blandino ha scelto, insieme alla Giunta, di non entrare nell’Unione Montana dei Comuni della Bassa Valle che si è costituita martedì 30.
Perchè questa scelta? “Le condizioni che avevamo posto non sono state considerate”, ha spiegato Blandino lunedì 29 in consiglio comunale. “E poi nell’Unione di Valle in realtà non troviamo dei veri e propri comuni di montagna, ma comuni che hanno la parte principale dell’abitato in pianura. Le problematiche che hanno realtà come Avigliana non sono certo quelli di Rubiana: il rilancio dell’artigianato di montagna o i problemi della pastorizia li abbiamo noi e non loro”.
Quindi Rubiana aderirà a un’altra Unione con Viù e Lemie? Sempre lunedì sera Blandino ha detto di voler “sgomberare il campo dalle tante falsità che ho sentito in questi giorni: non è vero i rubianesi dovranno andare dal medico a Viù oppure che i nostri figli andranno a scuola nell’altra vallata. Ad oggi l’unico servizio gestito per conto nostro dalla Comunità Montana è lo sportello unico attività produttive. Il resto (raccolta rifiuti e servizi sociali del Conisa) sono “di valle” e non dipendono dalla ex Comunità Montana. Per adesso Rubiana non aderisce all’Unione Valle Susa e sta valutando altre ipotesi, tra cui anche l’Unione con Viù”.

Ma ecco come si è arrivati al divorzio, anzi al mancato matrimonio con la valle di Susa.

Gian Luca Blandino

Gian Luca Blandino

In realtà Blandino e la sua maggioranza non hanno mai avuto un gran desiderio di entrare nella costituenda Unione Montana della Valle di Susa.

A  inizio 2014 il sindaco rubianese cercò di creare una Unione “ad hoc”, “l’Unione Montana del Monte Civrari”, da realizzarsi con l’allora sindaco di Condove Listello. Bozza di statuto ed atto costitutivo erano già state predisposte, ma alla fine non se ne fece niente: le elezioni incombevano e la decisione di Listello di lasciare la vita amministrativa nel suo comune ha sicuramente inciso sulla riuscita dell’operazione.

Così, nel mese di aprile, Blandino e  la maggioranza uscente decidono… di “non decidere”, nel senso che non aderiscono al progetto di costituzione della nuova Unione Montana di Valle.

Arrivano le elezioni, Blandino viene riconfermato, e con la sua giunta decide di dare un sì condizionato alla  partecipazione all’Unione.

Due i paletti: il primo è legato ai costi. La contribuzione dell’ente guidato da Blandino non potrà essere superiore alla quota corrisposta fino ad ora per la Comunità Montana ora soppressa. Il secondo paletto, a carattere più politico, è legato all’effettivo obiettivo dell’Unione: totalmente dedicata allo sviluppo del territorio della Valle, un ente snello insomma, che deve fungere da collettore per attrarre risorse da distribuire poi ai cittadini.

Ma questo matrimonio non s’ha da fare: la lettera del 25 settembre e la deliberazione di giunta del 29 chiudono (almeno per ora) una “storia d’amore” (si fa per dire) travagliata.

ste.gra