donata cappuccio

Donata Cappuccio

Le prove tecniche di alleanza tra i gruppi di minoranza di Donata Cappuccio (che comprende anche Roberto Giuglard e Diego Martoglio) e il consigliere di minoranza Emilio Bordolani (che fa riferimento alla Lista Indipendente di ispirazione No Tav) sono andate in onda ieri sera, giovedì 26 gennaio nel corso dell’assemblea pubblica indetta dall’Unione Democratica Santantoninese.

Emilio Bordolani

Emilio Bordolani

Problemi e criticità del paese: questo l’argomento di discussione della serata che ha visto radunarsi nell’aula consiliare del Comune una quarantina di persone. Ne è uscito un cahier de doleance su quelli che sono stati ritenuti i guai del paese che, nelle intenzioni del Gruppo di Cappuccio-Giuglard-Martoglio dovranno essere elencati in un documento da discutere quanto prima in consiglio comunale.

A partire dalle imposte e dalle tasse che, ha detto Donata Cappuccio, “vede S.Antonino in vetta alla classifica della valle senza che però vi sia un adeguato ritorno in termini di servizi”. Mentre Bordolani si è scagliato contro l’establishment che, a suo parere, tiene in mano da anni le sorti del paese “formato dal duo Ferrentino-Preacco”. Secondo questa lettura l’ex sindaco (oggi consigliere regionale) e l’attuale prima cittadina sarebbero i protagonisti di “una gestione autarchica del paese che l’ha portato al declino”.

La novità? “Se sommiamo i nostri voti ai vostri – ha detto Bordolani a Cappuccio – arriviamo ai due terzi dell’elettorato ed è il caso di ricercare convergenze anche se su molte cose la pensiamo diversamente su parecchie questioni, come il Tav“.

Parole e posizioni che, però, paiono poco gradite agli altri candidati e sostenitori della Lista Indipendente che, non per niente, un anno fa (febbraio 2016)  hanno sconfessato Bordolani, differenziandosi e dichiarando di non sentirsi rappresentanti dal consigliere dell’opposizione.

Il confronto è proseguito con gli interventi del pubblico perchè, hanno detto Giuglard e Cappuccio, “siamo qui soprattutto per ascoltare”.

Ed ecco allora l’elenco delle cose che non vanno. Come il commercio. “Basta fare una passeggiata lungo via Torino per farsi passare ogni fantasia”, ha detto il presidente dei commercianti Davide Orizzonte: “Il punto è che a S.Antonino manca un piano organizzativo commerciale così come non c’è un assessore al commercio”.  Poi i rapporti tra le associazioni: “Se non sei collaterale con chi governa il paese – ha detto ancora Orizzonte – vieni escluso ed emarginato”. Un esempio? “Commercianti e Pro Loco, qualche anno fa, andavano d’amore e d’accordo e insieme hanno organizzato, nel 2015, una festa del paese memorabile. Poi è successo che la Pro Loco si è dimessa ed è subentrato un nuovo gruppo dirigente con cui non siamo più riusciti a combinare nulla. Così siamo rimasti ai margini”. E’ Claudio Martoia a rinforzare questa tesi: “Abbiamo organizzato eventi memorabili, per questo hanno avuto paura di noi e ci hanno messo i pali tra le ruote e ci hanno relegato in un angolo”.

Si prosegue con l’elenco dei guai. Viabilità. “Siamo l’unico paese con un divieto d’accesso all’ingresso del paese. Quella rotonda a ovest dell’abitato fa ridere e non ha alcun senso, così come il senso unico in via Roma, la strada che porta alla stazione. E poi c’è la piazza della Chiesa: l’avranno pure fatta bella, ma mancano parcheggi”. E che dire “dei marciapiedi in via Torino, stretti da far paura, e del semaforo di via Roma dove è pure morta della gente?”.

E’ ancora Bordolani a prendersela con quello che ormai “è un paese dormitorio dove chi governa pensa solo a fare una politica condiscendente con chi governa la Città, la Regione e l’Italia e subalterna agli altri enti, dalla Smat, all’Acsel, all’Enel. Insomma, siamo la terza cintura di Torino”. Un esempio per tutti: “La prima compensazione della Torino-Lione arrivata a Sant’Antonino sono i cessi della stazione, inaugurati in pompa magna qualche anno fa, mentre S.Antonino dovrebbe puntare le sue carte sul turismo e la montagna, come fanno Condove e Sant’Ambrogio”.

Donata Cappuccio invita a stemperare i toni, ad essere costruttivi, a fare proposte. “Noi abbiamo una sensibilità diversa – dice – ascoltiamo i problemi dei cittadini. Lo abbiamo dimostrato quando governavamo il paese con il compianto sindaco Gianpaolo Corciarino”. Ma Bordolani rilancia e rincara: “Al confronto di paesi come S.Ambrogio e Condove, Sant’Antonino è un cesso”.

Dopo un paio d’ore di discussione si chiude. Cappuccio si prende l’impegno di stilare un documento da far discutere in consiglio comunale. Per il resto chi vivrà vedrà. Prima delle prossime elezioni comunali ci sono ancora due anni e mezzo. Ma è proprio vero che S.Antonino è ridotto così male? Chi vuol dire la sua si faccia avanti

Bruno Andolfatto