000C’era l’azzurro delle uniformi degli scout, c’era il rosso bordeaux delle divise della banda musicale, c’era il bianco del coro parrocchiale. C’erano tanti colori. Mancava solo il nero. Perché sabato 18 ottobre, sulla piazza davanti alla Chiesa di S.Antonino, al funerale di Giovanni Votta (morto improvvisamente all’età di 53 anni nel primo pomeriggio di mercoledì 15), c’era tanto dolore, c’erano tante lacrime, c’era tanta sofferenza. Ma non c’era traccia di disperazione.

L’ultimo giorno con Giovanni Votta, immagini e interventi)

Giovanni Votta – semplicemente “Giovanni”, come hanno ricordato quanti, durante la celebrazione ne hanno tracciato il profilo – è stato il maestro della Banda Musicale, il capo scout, il volontario che non sapeva mai dire no e a cui nessuno sapeva dire no, il postino che incontravi tutti i giorni in paese.
Ed è stato sempre, come ha ricordato don Pier Luigi Cordola, “l’operaio della prima ora”. Che ha accompagnato, con le note e non solo, l’opera di tanti parroci: don Oreste Cantore prima e poi don Cordola, don Carlo Martin e, in ultimo, don Sergio Blandino. Proprio don Sergio, commosso come non lo si era mai visto, ha raccontato l’amicizia “con Giovanni e con sua moglie Susanna, nata 14 anni e mezzo fa, il giorno in cui entrai come parroco a S.Antonino, accompagnato proprio dalle note della Banda che lui dirigeva”.
“Dentro la sua scorza – ha detto don Sergio – c’era il cuore d’oro di un uomo delicato, sensibile, direi fragile. Un uomo con una fede profonda”.

2004_02Giovanni Votta era un uomo capace di unire, di mettere insieme, come ha ricordato Stefania Borello, non solo gli ingranaggi organizzativi ma, soprattutto, le persone.
E’ stato il sindaco Susanna Preacco ad esprimere il grazie di S.Antonino, della sua gente, dei bambini e dei ragazzi,  delle associazioni: “Grazie Giovanni, per esserci stato”:
Terminata la funzione sulla piazza, il lungo corteo si è mosso verso il cimitero. Con le Bande ad alternarsi nell’accompagnamento musicale.
Davanti alla sede della Banda la sosta, con le note struggenti del Silenzio.
Poi, al camposanto, il saluto di Romano Lombardo e gli  scout si sono disposti in cerchio intorno a Giovanni  intondando il canto “Signor, tra le tende schierati…. per salutar il dì che muor…”.
L’ultima giornata con Giovanni Votta finisce qui. E vale la pena ricordare le parole pronunciate un’ora prima da Stefania Borello, in piazza. Parole dette tante volte in occasione dei concerti della Banda: “E’ qui a guidarci, come sempre, il nostro maestro Giovanni Votta…”.
Intanto, per accompagnare la gente che esce, fuori dal cimitero, la banda suona musiche “strane” per quel luogo: “Rosamunda”, “Non ti fidar di un bacio a mezzanotte”. Ma per Giovanni, vero e generoso show man che tendeva a rifuggire dal palcoscenico e dai riflettori preferendo il “dietro le quinte”, è possibile questo e altro ancora. Come unire lacrime e sorrisi.

Bruno Andolfatto