07Le rosse affondano a Monza e trionfano a… S.Antonino.

L’accostamento può risultare azzardato. Ma è certo che il piccolo Gran Premio allestito domenica 7 settembre nel cuore della bassa valle dall’associazione dei Commercianti santantoninesi insieme alla Pro Loco e al Comune ha ottenuto davvero un grande successo. Ferrari provenienti da ogni dove si son date appuntamento domenica mattina al Bar “Il Provenzale”dove i piloti hanno potuto consumare una ricca colazione. Breve sfilata per le vie del paese e sosta in una piazza della Pace più rossa che mai, per la gioia dei tanti fans del cavallino rampante in un tripudio di telefonini in versione macchina fotografica. Pausa pranzo a cura della Pro Loco e poi tutti nell’area industriale di S.Antonino per le prove cronometriche e di abilità. Con la possibilità per bimbi e ragazzi dai 6 ai 14 anni di sedersi sui bolidi rossi e di provare l’ebbrezza di un giro in pista.  Un altro giro in mezzo a via Torino, proprio tra lo “struscio” dei passanti e nel bel mezzo del mercatino che per tutto il giorno ha animato il centro paese, le premiazioni e la festa finale

 

04Piccoli ferraristi crescono.

“Se vuole fare una foto faccia pure”. L’invito del piccolo Federico, a bordo di una Ferrari è di quelli che non si possono rifiutare. Al Ferrari Day ci è venuto pure lui. Suo nonno, giavenese, è proprietario di una delle rosse (che poi in realtà è…grigia) partecipanti al raduno. Ma quanto può fare quest’auto? “Va anche ai trecento” è la risposta del piccolo. E tu hai trecento ci sei mai andato? “No… perché non c’è abbastanza strada”. Bimbo saggio, ancor prima che… veloce.

 

Una bella festa, non c’è che dire.

Come non se ne vedevano da tempo, a occhio e croce dalla metà degli anni ‘90. Ricca di appuntamenti per tutti i gusti. Graziata anche dal maltempo che ha perseguitato agosto e che è riuscito (ma solo in parte) a guastare la serata di venerdì. Il resto si può sintetizzare in una parola: successo.

22Il merito? Della  ritrovata alleanza tra Pro Loco, Comune e la rinata Associazione Commercianti. Gruppi dirigenti completamente rinnovati, volti nuovi ai vertici, un pizzico di entusiasmo… e il gioco è fatto. La Valsusa ha scritto che era la “prima volta” alle prese con la Festa Patronale del neo sindaco Susanna Preacco, della neo presidente della Pro Loco Stefania Giugliano, del nuovo presidente della nuova associazione commercianti Davide Orizzonte.  Il risultato è stato buono, anzi ottimo. I tre gruppi hanno lavorato bene. Qualcuno ha osservato che, all’interno delle squadre, si sono inserite persone che si erano messe in gioco in occasione delle elezioni amministrative del maggio scorso.

La cosa può avere aspetti positivi: in fondo la vera competizione è quella di far crescere e migliorare il paese. E, passata la festa, la vera sfida è proprio questa. Pare averla raccolta l’associazione commercianti. In fondo, la fiumana di gente vista in via Torino  sabato sera e  domenica difficilmente si ripeterà prima della prossima festa. E, da qui a settembre 2015, il panorama del centro paese tornerà ad essere quello solito: negozi chiusi, serrande abbassate, pochi esercizi commerciali aperti che tentano di resistere alla crisi.

S.Antonino è un paese circondato, come altri in valle, da una serie di supermercati che hanno attirato al loro interno diversi operatori commerciali che, con alterne fortune, hanno aperto i loro punti vendita nelle “gallerie” interne di questi centri. Anche questo, forse, ha contribuito a “svuotare” il paese.

Complice di questo andazzo, la politica commerciale regionale che, nel nome della “deregulation”, da diversi anni, privilegia la grande distribuzione. Qualcuno dirà che si tratta di scelte mirate al contenimento dei prezzi e alle opportunità di lavoro (bisognerebbe anche vedere a quali condizioni…) che l’apertura di questi centri offre. Sarà. Ma la quasi totale scomparsa dei cosiddetti “negozi di vicinato” ha portato con sé l’impoverimento dei centri storici dei nostri paesi. Impoverimento estetico, di vitalità, economico. E anche relazionale.  In fondo, un tempo, andare a far la spesa era anche occasione per incontrare persone, per parlare, per stringere amicizie.  Oggi si va in periferia, si parcheggia l’auto, si prende un carrello, lo si riempie, ci si mette in coda col numerino in mano per i formaggi, i salumi e la carne, ci si accoda nuovamente alle  casse. Al massimo due battute veloci e…  tanti saluti.

Nostalgia del tempo che fu? Forse. Ma il piccolo commercio, ferito, ha bisogno di rinascere così come i nostri paesi.

(Bruno Andolfatto)