caniIl nuovo, fiammante, canile “Centocode” ha aperto ufficialmente i battenti oggi, domenica 16 luglio.

La struttura non è certo un “regalo della burocrazia” che, anzi, in questi anni ce l’ha messa tutta per ritardare l’avvio e il completamento dell’opera.

Se oggi la valle ha un nuovo canile, il merito principale va a una ballerina, poco nota in Italia ma molto conosciuta nei paesi del nord Africa. Il suo nome? Graziella Marchisio, nata a Pinerolo nel 1940 e morta nel 2000 nella sua roulotte, in Spagna, dove viveva insieme ai suoi due amatissimi cani Sugar e Pincy. A raccontarci la sua storia è il notaio Alfredo Restivo, oggi 85 enne e da sempre convinto animalista, che ha fatto di tutto affinchè le ultime volontà di Graziella Marchisio fossero rispettate.

Graziella – racconta – era una bellissima donna, alta 1 metro e 85. Faceva la ballerina ‘esotica”, specializzata nel Burlesque ed aveva un discreto successo, soprattutto nel Nord Africa”. “Ho avuto modo di conoscerla negli anni ’90, negli ambienti dell’Enpa, l’Ente della Protezione Animali – prosegue Restivo -, diventammo amici e lei mi chiese di aiutarla a fare testamento. Non aveva parenti e voleva lasciare i suoi beni al compagno con cui viveva”. Però, qualche anno dopo, il compagno si ammalò e morì. Graziella rimase completamente sola, cadde anche in depressione e, nonostante possedesse alcuni alloggi a Torino, iniziò a girare l’Europa con la sua roulotte e i due cani.

Nel 2000, la brutta notizia. Graziella venne trovata senza vita nella sua roulotte in Spanga. “Più volte aveva espresso, anche in forma scritta, la sua volontà di lasciare i suoi possedimenti (un po’ di denaro ma soprattutto beni immobili) a qualche iniziativa a favore degli animali. Trovate le “pezze giustificative” che attestavano questa sua volontà si trattò di trasformare i beni immobili (otto alloggi nella Città di Torino) in denaro. Ci volle un po’ di tempo – racconta Restivo – ma ci riuscii”.

A quel punto si trattò di passare alla fase due, la più complicata: stabilire cosa fare con quel denaro. “La risposta arrivò quando incontrai l’allora sindaco di S.Antonino Antonio Ferrentino e l’amministratore delegato dell’Acsel Paolo Borbon. La Valle di Susa da tempo era alla ricerca di fondi per realizzare un canile e la somma dell’eredità di Graziella Marchisio (circa 540 mila euro) giungeva come provvidenziale”.

Per procedere Restivo diede vita alla Fondazione Sugar& Pincy (i nomi dei cani della ballerina). Il resto è storia recente, anzi cronaca. Con l’individuazione dell’area, la realizzazione dell’area e, finalmente, il taglio del nastro previsto domenica 16 luglio con le Cento Code (il nome del canile) che finalmente inizieranno a scodinzolare in via Susa, a S.Antonino. Una favola a lieto fine. Anzi, con un buon inizio.