DSC_0934_resize_ridimensionareLunedì 14 ottobre si saprà se l’altoforno delle Acciaierie Beltrame potrà tornare in attività e, soprattutto, se i 350 lavoratori potranno tornare nello stabilimento a pieno regime. Per quel giorno, infatti, a Vicenza è previsto il tanto atteso incontro tra la proprietà e  i rappresentanti sindacali. All’ordine del giorno, il piano industriale per il rilancio del sito produttivo valsusino. Sempre che la proprietà intenda tenere in vita la fabbrica. Tra i lavoratori di San Didero emerge un cauto ottimismo: “Di ufficiale non c’è ancora nulla – spiega Silvano Leoni, delegato della Fim-Cisl – ma dai cassetti della direzione del Gruppo Beltrame dovrebbe uscire un piano industriale per il nostro stabilimento”. Il tavolo messo in piedi dall’assessore regionale  al lavoro Claudio Porchietto per esaminare le condizioni poste dal Gruppo per continuare la produzione in valle di Susa sembra aver prodotto risultati positivi. E le misure per contenere i costi energetici e i costi di trasporto del materiale ferroso dovrebbero aver incontrato l’approvazione del Ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato. La conferma arriva dal vice presidente dell’Osservatorio Tecnico Paolo Foietta: “Il punto principale, accolto dal Ministro, riguarda gli sconti sull’energia che però non potevano essere pensati su misura per un’azienda. Così verrà introdotto un regime speciale sull’energia a favore del sistema delle imprese e degli enti locali della Valle di Susa, che pagheranno il trasporto della corrente elettrica tra il 20 e il 30 per cento in meno. Si tratta di una misura straordinaria, applicata finora per poche aree del paese”. E qui Foietta è più che mai chiaro: “L’operazione è legata da una parte alla realizzazione dell’elettrodotto interrato che passerà sotto l’autostrada del Frejus ma sarà anche il primo, concreto, anticipo delle compensazioni legate alla realizzazione della nuovalinea ferroviaria Torino-Lione”.

Un altro sistema di incentivi, poi, dovrebbe riguardare il contenimento dei costi del trasporto ferroviario di materiale ferroso tra Francia e Italia. Mentre sembra tramontare l’ipotesi di utilizzare il sito di San Didero per la decontaminazione di polveri radioattive: “L’impianto è servito per bonificare le polveri di questo stabilimento e, una volta effettuata l’operazione, è stato smontato”, precisa Leoni.

Tutto questo mentre, sul piano sindacale, la cassa integrazione per i dipendenti scadrà ad aprile 2014 e, spiega Leone, “se tutto andrà per il verso giusto, se l’Italia aggancerà il trenino della ripresa economica, la Beltrame potrebbe riprendere la produzione nei primi mesi del 2015. Saranno quindi necessari nuovi ammortizzatori sociali”.