Martedì 9 gennaio, a Casarsa della Delizia (Pn), cittadina friulana in cui è di stanza il V Reggimento “Rigel” dell’Aviazione dell’Esercito, si è tenuta la consueta commemorazione dei cinque militari, quattro italiani e un francese, abbattuti a bordo del loro elicottero da un caccia serbo, il 7 gennaio 1992, durante le fasi più cruenti della guerra nell’ex Iugoslavia. Il tenente colonnello Enzo Venturini, il maresciallo capo Fiorenzo Ramacci, il pari grado Silvano Natale, il tenente di vascello della Marina militare francese Jean- Loup Eychenne e il sergente maggiore sanganese Marco Matta persero infatti la vita nei cieli di Podrute, piccolo borgo croato. Da allora, ogni anno, Sangano, Podrute e Casarsa, sede del Reggimento a cui apparteneva Marco, sono unite idealmente nel ricordo di queste cinque Medaglie d’Oro al Valor Militare che caddero durante l’adempimento del loro dovere, nell’ambito di una missione di pace e di monitoraggio promossa dalla Comunità Europea. Alla cerimonia era presente il papà di Marco, Mario, che, insieme alla moglie Maria, scomparsa nel 2016, si è battuto come un leone, affinché fosse ricostruita l’intera catena di comando che trasmise l’ordine al pilota serbo e fossero identificati tutti gli ufficiali responsabili di un atto che, nelle folli intenzioni della gerarchia militare serba, voleva creare un incidente diplomatico fra l’Europa e la neonata Repubblica di Croazia.

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