Le delegazioni italiana e francese

Le delegazioni italiana e francese

Inizia ad avere gambe per correre l’alleanza tra l’Ospedale di Susa e il Centre Hospitalier des Escartons de Briançon. Ieri, giovedì 27 luglio, nella cittadina francese si è riunito il Comitato di Pilotaggio del progetto “PROSANTE’ ” (Alcotrà) che vede l’ASLTO3 e la Regione Piemonte coinvolti in un programma transfrontaliero di cooperazione internazionale e reciproco scambio in ambito sanitario i presìdi ospedalieri di Susa e di Briançon.

Il progetto, che interessa un ampio territorio di area montana, intende dar vita a una vera e propria “Medicina di Montagna” ed è iniziato nel mese di febbraio di quest’anno con un finanziamento della Comunità Europea di 578 mila euro.

Nei primi sei, fa sapere l’Asl TO3 in un comunicato, c’é stata “un’ intensa attività di scambio tra i due Paesi, che si è concretizzata in incontri strategici ed operativi da un lato e scambi professionali dall’altro.”

Gli operatori (medici, infermieri, amministrativi…) degli ospedali si sono incontrati a Briançon (il 16 giugno) e a Susa (il 28 giugno), per confrontare le metodologie di lavoro, gli obiettivi sanitari di area e le procedure/protocolli e percorsi sanitari e soprattutto per condividere un approccio comune ai bisogni di salute transfrontalieri attraverso il riconoscimento di una medicina di montagna.

Il percorso formativo e di scambio professionale avviato con le due giornate seminariali di giugno, proseguirà con una serie di stage formativi nelle sedi nelle sedi di Susa e Briançon. Gli obiettivi: approfondire il livello di conoscenza tra i professionisti e sperimentare sul campo possibili forme di collaborazione e sinergia professionale.

In programma azioni di formazione linguistica, orientate al rapporto tra professionisti e a favorire il rapporto e la presa in carico di pazienti di entrambe le nazionalità.

Sarà poi creato un sito internet del progetto e verranno allestite infrastrutture comunicative (postazioni di teleconferenza su diverse sedi della nostra azienda) per consentire il dialogo e il confronto a distanza tra gli operatori italiani e francesi, riducendo pertanto i costi di spostamento per riunioni e incontri.

All’incontro del Comitato di Pilotaggio svoltosi ieri a Briançon hanno preso parte la delegazione francese, guidata dal Direttore Yann Le Bras, e quella dell’ASLTO3, guidata dal Direttore Generale Flavio Boraso e la Regione Piemonte con la presenza della dottoressa Barbara Manzotti.

E’ stato definito un apposito gruppo di lavoro con il compito di analizzare i vincoli burocratico-amministrativi e le criticità in ordine alla privacy, rischio clinico, gestione e logistica delle attività sanitarie (ad esempio possibilità di transito tra l’Italia e la Francia di mezzi di soccorso).

Sempre in questa prima fase progettuale l’ASLTO3 ha avuto il compito di

– progettare uno specifico sito internet (in più lingue) che possa garantire la condivisione delle competenze e conoscenze dei due sistemi sanitari e assicurare i differenti livelli di comunicazione (alla popolazione, ai Comitati tecnici, ai professionisti, ..)

– effettuare uno studio di ricerca epidemiologico mirato al contesto di montagna rispetto ai bisogni di salute della popolazione ed al livello dei temi attuali.

“Il progetto transfrontaliero che ci vede coinvolti nell’area montana, è un segno che l’attenzione della Regione Piemonte e della nostra Azienda  è molto alta su questo fronte”, sottolinea  Flavio Boraso, Direttore Generale ASLTO3. “Da febbraio, infatti, operatori sanitari di Susa e di Briancon hanno iniziato un lodevole scambio professionale e di reciproco confronto sui bisogni dei territori montani, accompagnato a specifici momenti formativi e di implementazione di tecnologie atte al sistema salute in area vasta. Da ieri, inoltre, un apposito team di esperti lavorerà per smussare e risolvere le problematiche e i vincoli di tipo burocratico-amministrativo relativamente alle procedure operative sanitarie di cooperazione nei due paesi. Un punto importante da sviluppare è poi quello di fornire alla popolazione locale l’immagine ed il ritorno dell’esistenza di scambi concreti e fattivi tra operatori: la miglior ricaduta, infatti, è poter mettere insieme competenze per migliorare la salute dei cittadini di questo territorio”.