Sant’Antonino di Susa

L’inaugurazione del labaro della Banda Musicale Santa Cecilia

Con la figlia Giuseppina (da tutti conosciuta come Pinuccia) e tutti i famigliari, Bruna Bandera, moglie dell’imprenditore Mario Celso, è stata salutata per l’ultima volta, durante il funerale ieri, venerdì 9 febbraio. a Sant’Antonino, accompagnata dalle note della Società Filarmonica Santa Cecilia da lei tanto amata.
Tra la gente presente, anche tanti lavoratori IREM (Industria Raddrizzatori Elettromeccanici), fondata proprio dal marito.
Bruna Bandera, dopo essere stata recentemente ricoverata per un malore, è mancata martedì scorso, 6 febbraio. Negli ultimi anni ha condotto una vita sempre più riservata: avrebbe compiuto 96 anni il 24 giugno. Per molti anni è stata la compagna di vita del fondatore dell’azienda diventato famoso in tutto il mondo per l’invenzione del raddrizzatore elettromeccanico. Dopo la scomparsa del marito, il 10 luglio 1994, Bruna Bandera è stata prima presidente e poi presidente onorario dell’azienda valsusina. “Era una donna intelligente, allegra, sensibile e molto elegante nell’aspetto e nei modi: un’imprenditrice come poche oggi – ha detto commossa, durante il funerale, Paola Comolli, responsabile comunicazioni esterne dell’azienda e presidente Unitre Sant’Antonino. Ha saputo stare accanto al marito – ha proseguito – ed essergli spalla robusta per sostenerlo e consigliarlo tanto nel suo ruolo di amministratore di un’industria, che con gli anni si è affermata a livello mondiale nel settore, quanto nella vita sociale in paese, anch’essa generosa e vivace”.

Bruna Bandera Celso

Lei, insieme alla famiglia, hanno sostenuto assiduamente molte associazioni, donando denaro agli altri, come ha ricordato don Sergio Blandino, durante l’omelia: “Su questa terra le banche falliscono ma in cielo no, perché la ‘banca del cielo’ conteggia tutto il bene che facciamo e ciò che di positivo realizziamo in vita, e Bruna ha operato tanto per il bene comune”. Basti pensare che è stata lei ad avere permesso, con una donazione, la creazione del labaro della Società Filarmonica Santa Cecilia, diventandone la prima e unica madrina dalla rifondazione del gruppo avvenuta nel 1977.
Bruna e la sua famiglia hanno sostenuto tantissime iniziative del paese. E altrettante associazioni sono grate alla famiglia Celso, come, solo per citarne alcune, gli Aib e l’Unitre.
Mancherà una figura fondamentale del paese, che l’ha amato nel vero senso della parola e ci è stata a supportarlo intensamente, rimanendo, come ha ricordato l’amico Evasio Capra, “sempre fedele a se stessa, con i suoi pregi e la sua grande umiltà che ne ha fatto una vera signora”.

Andrea Diatribe