Sono ormai mozioni e appelli ai buoni sentimenti quelli lanciati in queste ore per scongiurare gli 82 licenziamenti alla Savio di Chiusa San Michele. Un taglio di posti draconiano che, se attuato, lascerebbe senza lavoro un terzo della manodopera (circa 300 dipendenti) impegnata nello stabilimento valsusino produttore di serramenti.

L’ultimo appello arriva dall’assessora al lavoro della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, qualche ora dopo la conclusione del tavolo sulla Savio che, per l’ennesima volta, ha tentato di far tornare l’azienda sulle sue posizioni: “Rivolgo l’ennesimo appello all’azienda affinché sospenda la procedura di mobilità, valutando, anche attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali, soluzioni che rendano meno traumatica la gestione della crisi”.

Pur giudicando positivamente l’impegno dell’azienda a ricollocare una parte dei lavoratori – aggiunge l’assessora  –, la presenza di 82 esuberi in un territorio già caratterizzato da situazioni di difficoltà è, naturalmente, fonte di grande preoccupazione. Mi auguro – conclude Pentenero – che di qui al 5 luglio, giorno di scadenza della procedura,  Savio ci ripensi: la Regione continuerà naturalmente a seguire con grande attenzione la vicenda, anche in sede ministeriale, dove ancora è possibile scongiurare i licenziamenti. L’assessorato al Lavoro continuerà ad adoperarsi  in questa direzione”

Durante l’incontro in Regione le lavoratrici e i lavoratori Savio hanno organizzato un presidio davanti l’Assessorato al lavoro in Via Magenta a Torino.

Proprio Pentenero – come già fatto dal Ministero del lavoro – ha nuovamente invitato l’azienda ad utilizzare almeno i 10 mesi di ammortizzatori sociali garantiti dalla legge così da consentire di verificare gli effetti concreti nei primi 6 mesi di tutti gli strumenti che è possibile attivare per ridurre l’impatto sull’occupazione seppure andando incontro alle esigenze dell’impresa di ridurre il numero degli addetti.

Anche il Sindaco di Chiusa San Michele a nome delle Amministrazioni Comunali della Valle hachiesto all’azienda uno sforzo per evitare soluzioni traumatiche

L’azienda – commenta Marinella Baltera segretaria della Fiom Cgil Torino – nonostante i ripetuti richiami ai valori sociali di cui si fa vanto – ha respinto ogni proposta delle Istituzioni e del sindacato confermando i licenziamenti, così dimostrando di non avere,  nei fatti, alcuna sensibilità per la responsabilità sociale che pure la Costituzione assegna all’impresa. E va ricordato che parliamo di una azienda con il bilancio in utile e che rifiuta di utilizzare gli ammortizzatori sociali disponibili”.

“Durante l’incontro – aggiunge Baltera –  l’azienda non ha offerto nessuna disponibilità ad un accordo se non accettando la sua impostazione che prevede il licenziamenti tra pochi giorni. La Savio si assume totalmente la responsabilità di procedere ad un licenziamento collettivo con pochi precedenti in Italia. La Fiom Cgil metterà a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori i propri legali per impugnare in giudizio i licenziamenti e promuoverà tutte le iniziative sindacali utili a contrastare una scelta scellerata  ed evitabile”.

Sulla vicenda Savio interviene anche Daniela Ruffino, vice presidente del Consiglio Regionale: “Ad oggi la trattativa per la Savio ha avuto un esito negativo. Troppi giorni di parole, che non salvaguardano gli 82 esuberi e forse neppure una parte del resto dei dipendenti dell’azienda, afferma Ruffino, due posizioni diametralmente opposte quelle del Sindacato e della proprietà. Non intravedo un punto d’incontro, ribadisco però che la Valle non può permettersi ulteriori perdite di posti di lavoro”.