scavi01Finalmente una mappa aggiornata degli scavi archeologici della Valle di Susa per l’età preistorica, romana e medievale. A proporla è la rivista Segusium nel suo numero 52 che sarà presentato sabato 8 giugno alle ore 16 presso la sala consiliare del Comune alla presenza delle autorità e degli autori: Federico Barello, Luisa Ferrero e Sofia Uggé rispettivamente direttore coordinatore e funzionari responsabili d’area per la Valle di Susa della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie. L’appuntamento è stato organizzato da Segusium d’intesa con l’amministrazione  cittadina, il Centro Culturale Diocesano e il progetto “Valle di Susa. Tesori di Arte e Cultura Alpina”. Il saggio, che sarà presentato con l’ausilio di immagini, ha per titolo “Evidenze archeologiche in Valle di Susa: acquisizioni, bilanci, prospettive di ricerca” e rappresenta la prosecuzione con aggiornamenti di quanto Crosetto A., Donzelli C., Wataghin Cantino G. nel 1981 pubblicarono presso il «Bollettino storico-bibliografico subalpi-no» ovvero il saggio “Per una carta archeologica della Valle di Susa” in cui furono elaborate le prime riflessioni sullo sviluppo e le trasformazioni dell’insediamento in Valle nel corso del primo millennio. Testo che è stato per anni il punto di partenza e di riferimento per molte ricerche in questo ambito. “Siamo particolarmente orgogliosi di ospitare questo saggio sulla rivista e di presentarlo a Susa – ci dice il direttore Piero Del Vecchio – perché consolida la collaborazione che si è venuta a creare con la Soprintendenza in ragione del progetto di studio sull’Arco di Susa e quella con le istituzioni culturali del territorio avviata con la stesura del numero 50 della rivista e che mostra, ancora una volta, come essa rappresenti sempre più uno spazio di confronto e di studio imprescindibile per il territorio”. La storia della Valle di Susa è stata dettata nel corso dei secoli dalla presenza delle diverse strade che la attraversano, la romana “via delle Gallie” e il fascio viario medievale noto come via Francigena, che mettono in comunicazione la pianura padana, nello specifico Augusta Taurinorum, con le regioni transalpine delle Alpi Cozie. Percorsa senza sosta dagli eserciti diretti alle zone frontaliere e da intensi flussi commerciali, essa esercitò nei secoli funzioni diverse: promosse gli effetti della romanizzazione, condizionò la nascita e la distribuzione degli insediamenti, favorì lo scambio di modelli sociali attirando su di sé, in epoca medievale, gli interessi dei poteri locali che vedevano in quest’ultima un mezzo sicuro per un controllo capillare sul territorio. “Il testo – riprende Del Vecchio – delinea un bilancio dell’attività di indagine archeologica e tutela degli ultimi decenni, che ha portato a un notevole incremento delle scoperte e alla salvaguardia di realtà archeologiche significative. Suddiviso in tre sezioni propone in forma discorsiva, nella prima, il significato storico delle acquisizioni archeologiche nel quadro più generale della storia locale; nella seconda sono aggiornati, sotto forma di schede, i dati storici, archeologici e bibliografici di tutti i siti sottoposti a valutazione da parte della Soprintendenza. Chiude il saggio un’ampia rassegna bibliografica sull’argomento per un totale di 56 pagine di alto profilo scientifico e divulgativo che costituiranno, ne sono certo, un nuovo punto di partenza per gli studi a venire sull’argomento”.