Un sindaco che scrive a Babbo Natale? Niente di strano se succede in Valle di Susa e se il sindaco in questione è Paolo De Marchis, primo cittadino di Oulx. “Auguri da un Comune Incapiente”, è il titolo della lettera “leggera” nei toni ma “pesante” nei contenuti visto che mette in luce la difficoltà che gli amministratori dei nostri Comuni si trovano ad affrontare ogni giorno.

La pubblichiamo di seguito.

Caro Babbo Natale,
sono a conoscenza del fatto che in questi giorni sei molto occupato, ma seppur in ritardo, ho bisogno di scriverti la mia letterina come sindaco di Oulx. Provo a spiegarti il problema dei cittadini e più in generale dei contribuenti di Oulx e allo stesso tempo proverò ad usare un linguaggio comprensibile perché tu ed i tuoi collaboratori possiate capire bene di quale regalo avremmo bisogno.

E’ una storia lunga che parte dal 2009 con la legge delega n.42 dello Stato riguardante gli Enti Locali e la soppressione dei trasferimenti statali ad eccezione di quelli destinati ai fondi perequativi. In pratica si pensava, in nome del Federalismo Fiscale, che “ogni comune potesse stilare il suo bilancio, gestire le sue imposte e tasse, partecipando poi in quota parte ad aiutare le amministrazioni comunali in difficoltà ”.

Come tu ben sai, in Italia, fatta una norma si procede poi sempre per proroghe, aggiustamenti o rettifiche e quindi, puntualmente, nel 2011 e nel 2012 sono cambiate le regole del “fondo sperimentale di riequilibrio”, poi diventato “fondo di solidarietà comunale”, è stata istituita
l’IMU riducendo i trasferimenti e così via…

Caro Babbo Natale, ti dico come funziona oggi nel Comune di Oulx.

Fermo restando che la TARI (raccolta e smaltimento rifiuti) è un’operazione a costo zero per l’Ente e tutto è gravato sulle circa 5.500 utenze, nel nostro territorio non si paga l’addizionale comunale IRPEF, non si paga la TASI e l’aliquota per le seconde case è del 10 per mille senza quindi arrivare al tetto massimo del 10,6 per mille.

Una forte scelta politica per il nostro territorio e per venire incontro ai residenti ed ai proprietari di seconde case. Quale gettito in totale? Stiamo parlando di un ammontare totale di circa 3.800.000 euro versati allo Stato con gli F24, dove lo Stato stesso fa il suo conteggio finale non sul reale incassato, ma sul presunto e quindi senza tenere conto di possibili evasioni, elusioni in sostanza mancate entrate.

Cosa significa questo per le nostre casse, le nostre progettualità in essere?

I conti sono molto semplici e chiari dalla proiezione che abbiamo avuto al 1 dicembre 2017 per il bilancio 2018 da parte del Ministero degli Interni: noi contribuiremo al Fondo Solidarietà Comunale per circa 605.000 euro, ma in più lo Stato ci tratterà circa 1.160.000 euro come comune turistico “incapiente”, oltre il 46% del gettito presunto.

Caro Babbo Natale, ma tu lo sai cosa vuol dire “incapiente”? Tranquillo non è una malattia, sono incapienti i cosiddetti “comuni turistici”, oltre 570 in tutta Italia, che partecipano con la loro quota parte alla solidarietà nazionale, ma si vedono trattenuti maggiori soldi  sicuramente per….. concorrere a coprire il debito delle grandi città!

Tra le tante cose assurde di questo calcolo matematico che ci rende “incapienti” c’è il fatto che nelle formule non si tiene conto che un paese di circa 3300 residenti deve essere pronto ed offrire servizi per 15.000/20.000 persone nei momenti di massima affluenza turistica, non c’è il riconoscimento degli abitanti equivalenti e nelle variabili che generano la formula per avere le trattenute si parla di popolazione  residente, di raccolta rifiuti, di prestazioni di servizio tram e metro, di asili nido ed età della popolazione ma non si parla mai di servizi
per il turismo.

Caro Babbo Natale, con alcuni amici esperti in diritto costituzionale ed avvocati abbiamo intrapreso alcuni percorsi legali che forse porteranno qualche risultato e siamo in buona compagnia con tutti i comuni dell’alta valle di Susa.

Un modo per opporsi alla legislazione anticrisi generata dall’allora Presidente del Consiglio Mario Monti e proseguita poi negli anni  successivi: uno ha fatto il lavoro sporco e gli altri hanno poi di conseguenza tratto benefici.

Con questo metodo ritengo che sia stato destituito il principio democratico della responsabilità; con quale faccia chiediamo ai nostri contribuenti imposte e tasse quando sono saltate le loro tracciabilità, quando è stato azzerato il principio lineare del “vedo cosa c’è da fare, pago ed in conseguenza dei risultati esprimo il mio voto”.

Ma Santa Claus!!! … Io sono favorevole ad aiutare chi è in difficoltà, ma non riesco a chiudere il bilancio se non togliendo in continuazione risorse ed opportunità ai nostri contribuenti. Eppure soluzioni ce ne sarebbero a partire dal ridistribuire meglio “l’incapienza” al rivedere i parametri fondamentali per le località turistiche, dall’attivare un ragionamento differente sui fabbricati di categoria D al fare una riforma seria del catasto.

Caro Babbo Natale, oggi siamo molto lontani dallo spirito della L. 42 del 2009, la crisi delle nostre amministrazioni richiede risorse per quei comuni che “dalla fascia grigia” stanno precipitando nel baratro. Come posso spiegare ad un mio concittadino che per aiutare una grande città del nord, del centro o del sud tra un po’ non avrò più i soldi per lo sgombero neve, per sistemare le buche nelle strade, per finanziare il trasporto scolastico, per migliorare i servizi sul territorio e che non ho spazi economici e finanziari per poter assumere alcuna persona?

Il regalo che desidero è quello di amministrare dove posso decidere!

Il Sindaco di Oulx
Prof. Paolo De Marchis