Il giorno dopo l’incidente costato la vita a Bujar Krasnaj, 29 anni, dipendente della Ok Gol (società controllata dalla Sitaf) nei volti dei compagni di lavoro si legge tanta rabbia e tanta tristezza.  Così martedì mattina i lavoratori e il sindacato dicono basta, la misura è colma. E manifestano davanti alla sede della Sitaf per chiedere più sicurezza per chi, lungo il nastro d’asfalto della Torino-Bardonecchia, ha il compito di allestire i cantieri e di sorvegliarli. In più ci sono le questioni contrattuali, con più della metà dei lavoratori assunti di settimana in settimana attraverso le agenzie interinali; turni di lavoro cambiati all’ultimo momento con un semplice messaggio whats app e una trattativa sindacale che langue nonostante il “contratto di filiera” (cioè il contratto aziendale) scaduto da tempo e con nessuna risposta da parte dei vertici aziendali all’ultimo sollecito, partito lo scorso 26 aprile, dalla sede della Fit Cisl.

Una delegazione viene ricevuta in tarda mattinata e le questioni vengono liquidate in venti minuti di riunione. I lavoratori non mollano e continuano a presidiar la sede Sitaf. Nella serata di martedì la situazione si sblocca. Sitaf e OK GOL aprono le porte a un incontro che dura fino all’una di notte. Alla fine scaturisce un breve verbale in cui OK GOL si dichiara disponibile a esaminare i problemi della sicurezza e della parte contrattuale. La discussione tra le parti proseguirà in un incontro previsto mercoledì 21 dicembre.

Servizi su La Valsusa di giovedì 8 dicembre