-Ente di Gestione delle aree protette delle Alpi Cozie-

Venerdì 20 marzo 2015 a Gravere (TO), alle ore 21.00, nel salone polivalente, si propone una serata condotta dal Dott. Luca Giunti, guardiaparco del Parco naturale Orsiera-Rocciavrè, dedicata ai diversi aspetti di questo favoloso e critico predatore. La serata, di circa due ore, è già stata presentata in diverse occasioni pubbliche, riscuotendo sempre un ottimo successo di pubblico e suscitando grande interesse. Si sviluppa dal nucleo centrale della tesi di laurea del guardiaparco “Analisi storica e situazione attuale della presenza del Lupo (Canis lupus) in Val Susa (Provincia di Torino)” del 2005, ed è costantemente aggiornata con informazioni nuove. La discussione è resa ancora più vivace e animata da una vasta bibliografia che spazia fra saggi, narrativa, film, canzoni e un esteso apparato iconografico. Nella prima parte della serata, si analizza il lupo e la sua presenza dal punto di vista storico, nella seconda si parla delle ricerche in corso nell’ambito del Progetto Life WolfAlps e dei più ampi studi a livello nazionale ed internazionale. La terza e ultima parte propone un approfondimento sulla percezione del lupo nell’immaginario collettivo.
«Viviamo in una società nella quale è difficile che una persona qualunque veda il lupo in natura, ma nonostante questo è l’animale selvatico più presente nel nostro immaginario collettivo. Il lupo è citato nella Bibbia, nella Divina Commedia, nelle opere di Manzoni e Shakespeare, nelle immagini pubblicitarie e nei modi di dire, nei toponimi e nelle automobili – spiega Giunti, che prosegue – Il lupo ha un’immagine ambivalente: possiede una parte selvaggia, animalesca, con risvolti negativi di lussuria e voracità, ma in altre occasioni rappresenta valori come lealtà, fierezza, coraggio, fedeltà, capacità di lavorare in branco. Ci sono, per esempio, giochi di ruolo in cui il protagonista è un “Lupo solitario”, un eroe».
Nell’articolata conferenza non si nascondono gli aspetti problematici del ritorno del lupo sulle nostre montagne: è chiaramente un elemento destabilizzante, che ha cambiato e cambia equilibri e pratiche che si sono mantenute relativamente immutate per quasi un secolo, come nel lavoro dei pastori e nella passione dei cacciatori. Rappresenta quindi una bella e moderna sfida: riusciremo a convivere?