La nuova squadra di calcio targata Susa ancora non è scesa  in campo, ma mercoledì 26 luglio un’atmosfera da….cartellino rosso, almeno per qualche minuto, ha aleggiato sul consiglio comunale di Adelaide.

La ragione? Proprio di tipo calcistico: infatti, al sesto punto dell’ordine del giorno, è stata discussa l’interpellanza del gruppo di opposizione “La Nuova Susa”  circa il trasferimento della squadra dell’Union a Bussoleno/Bruzolo; nell’interpellanza i consiglieri Gemma Amprino, Giovanni Baccarini, Salvatore Panaro e Giuliano Pelissero hanno chiesto quali azioni fossero state intraprese per impedire questo allontanamento, vista anche la prospettiva di un campionato in Eccellenza, quanti incontri a proposito si siano tenuti tra Dinamica Ssd (la società che gestisce degli impianti), Union e amministrazione comunale, e infine perché, anziché favorire la nascita di una nuova società (chiaro il riferimento alla presenza di Walter Sottemano, componente la maggioranza consiliare, e nell’esecutivo della nuova società, ndr),  non fosse stato fatto alcuno sforzo per reperire le risorse necessarie a mantenere a Susa l’attività dell’Union. Così ha dapprima risposto l’assessore competente Denis Fontana: “L’Union non è una squadra di Susa, ma in realtà un consorzio di Valle.

Da anni i bambini iscritti svolgono la loro attività a Bussoleno; questo malgrado vi fosse un contributo annuo  alla società di 6.000 dei 25.000 euro ogni anno corrisposti a Dinamica. Contributo che la dirigenza dell’Union ci ha chiesto che venisse aumentato; noi, in contropartita, abbiamo richiesto che i bambini tornassero a Susa. Sull’uso delle strutture, non è il Comune ma Dinamica che ne decide l’utilizzo. Ricordiamo che ci sono anche altre associazioni sportive che meriterebbero di essere sovvenzionate (…..). La prima squadra, dovunque sia arrivata, deve restare fuori da questi discorsi, a noi interessa che tornino i bambini.

E non abbiamo annunciato, da parte nostra, la nascita di una nuova società, ma la priorità deve restare quella dello sport accessibile ai più giovani”.

A quel punto, Panaro ha chiesto la sospensione del consiglio per 10 minuti per dare modo di poter intervenire ad alcuni cittadini presenti tra il pubblico. Richiesta negata dal sindaco Sandro Plano, con la motivazione: “Se volete un consiglio aperto, richiedetelo;  adesso stiamo discutendo un’interpellanza”, che ha poi proseguito sul fatto di privilegiare lo sport giovanile. Ancora Panaro ha ribattuto: “Va dato spazio ai cittadini, a chi hai voluto (riferimento ai No Tav, ndr) lo spazio lo hai dato”.

E qui l’atmosfera si è surriscaldata, con Plano ad insistere: “Non abbiamo mandato via nessuno, ma in prima squadra, all’Union, ci sono giocatori pagati provenienti da Torino, mentre i bambini di Susa sono costretti a pagare per giocare”, e Giuliano Pelissero a chiosare: “Noi distribuivamo 70.000 euro di contributi a tutte le associazioni….se non si appoggiano le associazioni, la città muore”; poi,  una decina di minuti nei quali si è capito quello che di solito si capisce in certi talk show televisivi (praticamente, niente), con il sindaco a chiudere il discorso sottolineando ancora: “Non diamo i contributi perché non abbiamo i fondi, non intaschiamo niente”.  Fischio finale e tutti negli spogliatoi… fino alla prossima partita.

Pier Francesco Sacco