Non soltanto una festa dei calabresi immigrati al nord, ma un momento importante per ricordarsi delle tante ricchezze culturali e di fede contenute all’interno della comunità segusina. Dopo tre giorni di eventi, secondo il programma preparato dal Comitato per i festeggiamenti guidato da Libero Trotta, domenica 8 la processione “sulla barca della solidarietà e  della carità” ha preso regolarmente il via alle 9.50, graziata dalla pioggia incombente, guidata dalla Banda musicale, seguita dagli Sbandieratori segusini e dai rappresentanti dell’Atletica Susa alla guida della “barca” di S. Francesco, che è servita lungo il percorso da S. Evasio alla Cattedrale anche per raccogliere offerte, soprattutto alimentari, per i più poveri. A chiudere  il corteo i marinai e le autorità. Poi la celebrazione in Cattedrale, durante la quale Don Ettore De Faveri ha sottolineato la figura di S. Francesco da Paola “Un apostolo della carità” e rimarcato come la comunità dei paolani emigrati a Susa sia, tra quelle presenti in città, la più legata alla tradizione ed al culto del loro Santo patrono. Al termine, come sempre, la lettura della “Preghiera del marinaio” da parte del presidente dell’Anmi locale, l’associazione dei marinai, Cesare Olivero Pistoletto, poi la festa è proseguita in piazza San Giusto in musica e si è poi conclusa con il pranzo sdociale all’agriturismo Giai dfi San Giuliano.

Pier Francesco Sacco

© Riproduzione riservata