Alcune centinaia di militanti No Tav (500 e 1.000),  la sera di giovedì 17 marzo hanno manifestato con una fiaccolata di protesta, contro gli arresti e le perquisizioni effettuati martedì 15 dai carabinieri nei confronti di alcuni attivisti.

Il ritrovo era fissato alle 20.30 tra piazza Arsenio Favro e piazza d’Ami, e poi il corteo si è mosso su corsi Stati Uniti, diretto alla caserma dei carabinieri, in corso Dalla Chiesa. Erano presenti anche il senatore del M5S Marco Scibona, e le consigliere regionali valsusine Francesca Frediani e Stefania Batzella, il sindaco Susa Sandro Plano, più una decina di altri colleghi  della Valle.

Prima e durante il percorso, i portavoce Alberto Perino e Francesco Richetto hanno illustrato le ragioni della mobilitazione.

Secondo la lettura dei fatti diffusa dai  No Tav, si è trattato di un’operazione messa in piedi dai carabinieri della compagnia di Susa su mandato della procura torinese perchè lo scorso 17 settembre, un eterogeneo gruppo di militanti antitreno, al ritorno da una cena nei pressi del cantiere Tav della Maddalena di Chiomonte, si era rifiutato di farsi identificare  a Bussoleno.

I No Tav hanno dichiarato, e scritto anche nei loro spazi internet, che in quel caso specifico le forze dell’ordine erano andate oltre, seguendo gli attivisti fino nel paese in cui vivono, apostrofandoli con toni che i No Tav hanno definito senza mezzi termini “fascisti”. Insomma, durante i controlli, a giudicare dalla varie ricostruzioni, era nato un alterco duro e acceso.

Dopo sei mesi, ecco il provvedimento della procura torinese, portato a termine dai carabinieri, che ha comportato  4 arresti e 4 obblighi di firma quotidiana, più perquisizioni alle 5 del mattino, con persone costrette a spogliarsi nude in casa, sia  gli indagati che i loro conviventi. All’incrocio tra corso Stati Uniti e corso Dalla Chiesa, in vista della caserma, la strada era stata bloccata da carabinieri e poliziotti in assetto antisommossa e con l’utilizzo anche di mezzi blindati.

Qui si sono levate grida di protesta all’indirizzo delle forze dell’ordine, invitate dai No Tav a “vergognarsi”. Venivano anche sparse, ai piedi del comandante dei carabinieri di Susa capitano Flavio Pieroni, e degli altri dirigenti delle forze dell’ordine, numerose paia di scarpe, a detta dei No Tav “dimenticate durante le recentissime perquisizioni”.

Ha poi parlato anche un esponente dell’Anpi di Bussoleno, associazione presente anche con altre sezioni locali, cui sono seguiti interventi di amici e parenti degli arrestati, più le testimonianze di chi è stato colpito dalle misure cautelari.

Dopo aver aggirato il blocco, il corteo è poi ritornato al punto di partenza percorrendo il tratto della ss24 e attraversando le vie centrali di Susa.

Giorgio Brezzo