Sembra già storia antica. Eppure all’inizio degli anni settanta del novecento, le acciaierie Assa (Acciaierie di Susa Società Anonima, per chi avesse la memoria corta o fosse troppo giovane, ndr) situate a cavallo della Dora, anzi esattamente alla confluenza del fiume con il torrente Cenischia, tra le strade statali 24 e 25, in mezzo alla città di Adelaide, fornivano occupazione a quasi 600 persone. Quest’industria siderurgica, che era stata fondata nella seconda metà dell’ottocento, al massimo del suo splendore, contribuì in modo determinante allo sviluppo di Susa, facendo crescere la sua popolazione del 60%. La vecchia capitale di re Cozio e della famosa contessa, crebbe di ben 2800 unità in poco meno di cento anni. Articolo completo su La Valsusa in edicola giovedì 29 marzo.

Giorgio Brezzo

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