01Vacanze in Val Susa? Mica tanto…Infatti, sul fronte del Tav, la temperatura si è mantenuta molto alta per tutto agosto. Proprio mentre andava in macchina l’ultimo numero de La Valsusa, prima della pausa, nottetempo, mercoledì 31 luglio, arrivavano al cantiere di Chiomonte i pezzi della “talpa”, la fresa che dovrà proseguire lo scavo del tunnel geognostico e poi quello di base. L’informazione è stata dunque monopolizzata dalle redazioni torinesi dei due quotidiani nazionali Stampa e Repubblica. Vediamo com’è andata.

Venerdì 2 titolano così: “Vedette No Tav contro la talpa, la macchina parte a settembre e potrà scavare 10 metri al giorno”, dice Repubblica. La Stampa: “al via il montaggio della talpa, parte la sfida dei No Tav”. Si dà voce al movimento che afferma: “la boiccoteremo, non tutti i pezzi della scavatrice sono arrivati, li bloccheremo”. Sorge un nuovo presidio vicino allo svincolo autostradale di Chianocco, mentre nei pressi di quello di Bruere altri militanti monitoreranno il passaggio di mezzi “sospetti”. Viene data anche notizia che il tunnel è arrivato a quota 206 metri, e che si indirà un referendum per dare un nome alla talpa, dopo quelli di Valentina, Valeria, Caterina e Madama Cristina che hanno scavato la metropolitana. Ma in Valle di Susa l’hanno già soprannominata “darbun”. Intanto, due deputati del Movimento 5 Stelle, Laura Castelli e Ivan Della Valle, compiono un nuova visita al cantiere.

Sabato 3 si parla del “Blitz dei No Tav, autostrada bloccata: fermano due tir convinti che portassero mezzi per la mega escavatrice”, dice Repubblica. Il traffico sull’A32 viene interrotto per 40 minuti, mentre il presidente della Comunità Montana, Sandro Plano, chiede un incontro a Letta a nome dei sindaci contrari all’opera. Viene anche intervistato il commissario di governo Mario Virano, che dichiara: “la talpa è tutta nel cantiere, ed in Francia parte lo scavo del tunnel, prova che non c’è alcuna marcia indietro oltralpe, come invece si vuol fare credere”. Si racconta anche della disavventura del camionista olandese bloccato per sbaglio dai No Tav: “Un quarto d’ora di puro terrore”. Su La Stampa, l’assessore regionale alle Partecipate, Agostino Ghiglia, leader di Fratelli d’Italia, invoca l’intervento di più militari e l’allargamento della zona rossa.

Domenica 4 Repubblica relaziona dell’ennesimo “assedio notturno all’albergo della polizia”, da parte dei No Tav, urlando “vergogna, vergogna”. Si tratta del Napoleon di Susa, che ospita un gruppo di agenti impegnati a Chiomonte. Intanto, i deputati grillini Castelli e Della Valle, che hanno visitato il cantiere con l’europarlamentare Gianni Vattimo, dichiarano di aver riscontrato “la totale non osservanza delle prescrizioni del Cipe”, annunciando anche l’intenzione di voler incontrare il procuratore Giancarlo Caselli. Marco Rettighieri, direttore generale di Ltf, dichiara alla Stampa: “è tutto ok, vogliono solo ostacolare i lavori”.

04 Lunedì 5 è di scena il campeggio No Tav, che da Venaus trasloca al cantiere, in località Gravella. Per Repubblica, sono “venti di guerra e promesse di battaglia”, mentre i militanti antitreno annunciano le loro prossime iniziative: una colazione alla Maddalena ed una merenda sinoira, anche se “l’appuntamento che più preoccupa è quello della vigilia di Ferragosto, la notte dei fuochi”. Su La Stampa, il movimento annuncia: “Siamo tornati a Chiomonte per azioni di pressione e disturbo”.

Martedì 6 LaStampa riporta le ultime sul nuovo blocco dell’A32: “Ieri sera a Chianocco i No Tav a caccia della talpa, ma la fresa è già tutta nel cantiere. La manifestazione, col traffico verso la Francia deviato da Borgone sulle statali, è durata fino a notte”.

Mercoledì 7 paginone su Repubblica dedicato ai “Blocchi No Tav in autostrada, tre arresti e diciassette denunce, accusa di sequestro per sei aggressori del camionista”. Tra i denunciati per violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale, anche Nicoletta Dosio, uno dei volti più conosciuti della protesta, referente del circolo di Rifondazione Comunista di Bussoleno, donna di una coerenza proverbiale e da sempre No Tav. I tre arrestati, due uomini e una donna secondo i giornali, apparterrebero all’area anarchica di Milano, Bologna e Treviso. Entrambi i quotidiani concedono poi spazio alla “rabbia degli albergatori” dell’alta valle contro le barricate della protesta, i quali si dicono “abbandonati dallo Stato” (Repubblica) ed aggiungono “ora scendiamo noi in strada contro chi vuole distruggerci” (La Stampa). Oramai, l’estate si è fatta incandescente, e giovedì 8 i titoli sono tutti per i chiodi: “No Tav: anche i chiodi sull’autostrada. Le punte sparse a centinaia sull’A32, 4 auto hanno forato. La polizia: rischio di incidenti mortali” (Repubblica), “Chiodi sull’A32 dopo il blocco dei No Tav”, (La Stampa), inoltre si dà notizia di un furto ai danni degli Aib di Bussoleno: “rubati torce, divise, cesoie, un furgone ed un gruppo elettrogeno”. Il senatore Pd Stefano Esposito, sempre molto addentro alle cose, dichiara alla Stampa: “Ora ci sono delinquenti che si aggirano in Valle con divise dell’anticendio”. Repubblica, che dedica alla questione odierna un altro dei suoi paginoni, intervista anche il prefetto Alberto Di Pace, che rassicura tutti quelli che da tempo si vanno chiedendo dove sia finito lo Stato: “In Valsusa lo Stato c’è e non si lascia intimidire”. Al fondo, non può davvero mancare un ritratto di Nicoletta Dosio, “L’ex pasionaria mite del movimento”, che nei discorsi adesso “unisce toni da resistente a echi visionari”. “Se il movimento No Tav fosse il villaggio di Asterix, lei sarebbe il bardo”: brava prof.

Venerdì 9 il paginone stavolta è a cura della Stampa. “Tav, il governo blinda il cantiere: il decreto sicurezza allarga la zona rossa e porta a quattro anni la pena massima per chi forza il blocco. Più potere di intervento ai militari. Il ministro Alfano: lo Stato deve difendere l’opera e chi ci lavora”. Sotto due belle foto di scontri vecchi e nuovi, tre domande ai senatori Stefano Esposito, Pd, che dichiara: “Un segnale contro i violenti, la tolleranza adesso è finita”, e Marco Scibona, 5 Stelle, che dice: “Di questo passo trasformeranno in area militare i giardini privati”.

Sabato 10, Repubblica informa che sono stati scarcerati i tre esponento No Tav arrestati, per loro l’obbligo di dimora nei comuni di residenza, che si trovano nel trevigiano, nel milanese ed a Bologna.

02Domenica 11, altre novità: Repubblica rende note le risultanze di un vertice riservato tra Virano, Besson e Brinkhorst: “Torino-Lione: talpa e trattato persuadono la Ue”, “fondi alla tratta internazionale, il responsabile di Bruxelles per la nuova ferrovia lascia intravedere il sì al finanziamento”, “si parla di quel 40% che consentirebbe all’Italia di rimanere nei previsti 2,8 miliardi di spesa da pagare in vent’anni”. Bruscolini, al solito. Nel frattempo, si relaziona sulla marcia “over 50”, da Giaglione al cantiere, con la quale i militanti No Tav hanno voluto simulare i World Master Games in corso a Torino. “No Tav, per la marcia degli over 50 martellate contro le reti del cantiere”, dice Repubblica, mentre “i carabinieri nei boschi trovano “bombe” di vernice, recuperato anche il mezzo dell’Aib” (a Malpasso di San Giorio, ndr). Per La Stampa, “cinquecento manifestanti, il corteo parte da Giaglione, nessun incidente”.

Lunedì 12, è ancora Repubblica ad entrare nel merito del funzionamento della grande opera: “Tav: ecco chi mette i soldi, banca europea ma anche privati nel piano finanziario, al vertice di Annecy il “castello” dei mutui per 2,8 miliardi”. Chi pagherà? Lo spiega una tabellina: “L’Europa dovrebbe pagare 3,2 miliardi con un finanziamento al 40% del costo complessivo del tunnel, la Francia pagherà 2,2 miliardi, cifra minore dell’Italia perché più lunga è la tratta dal tunnel, l’Italia pagherà 2,8 miliardi; il governo ha firmato un impegno di spesa di 2,9 miliardi entro il 2029”. Possiamo dormire sonni tranquilli.

Mercoledì 13, Repubblica confeziona il reportage dell’estate: “Nel tunnel del Frejus dove l’altra talpa scava senza soste e proteste”. Si parla della seconda canna autostradale, nel cantiere di Bardonecchia. “La fresa è già oltre la metà del lavoro: lo scavo terminerà alla fine del prossimo anno. L’entrata in servizio è prevista nel 2018: in tutto si sarà speso mezzo miliardo”. Si avanza di 30 metri al giorno, e “Sitaf dovrà riuscire ad incamerare i 250 milioni investiti entro il 2050, quando scade la convenzione. Più tarda la Torino-Lione meglio è: ogni giorno 600 mila euro di pedaggio”. Viene intervistato anche Salvatore Sergi, il direttore del tunnel: “Ho già il mio daffare con questo. Il tunnel della Tav? Sono due opere diverse, eviterei collegamenti”.

Giovedì 15, Repubblica continua a battere sullo stesso chiodo: “Frajus, sì dellaValsusa al raddoppio”, “Divisi sul supertreno, gli amministratori si trovano d’accordo sull’avanzamento del secondo tunnel a Bardonecchia”, e “Da Plano alla Amprino: prima di tutto viene la sicurezza”. E’ sentito anche il filosofo ed europarlamentare Gianni Vattimo, che da poche ore ha giustificato “i blocchi stradali come forme di lotta non istituzionale di fronte ad uno Stato che ha preferito la militarizzazione all’ascolto”: lui non ne sa molto, ma si dichiara “contrario a tutti gli scavi”. Intanto si segnala che per i fatti del novembre 2012, “assalto alla baracca di Chiomonte”, nel quale “aggredì un poliziotto, anarchico agli arresti”. Ed in carcere finisce Davide Giacobbe, 33 anni, della provincia di Varese. Nel frattempo, “denunciati in 63 per il corteo degli over 50: tra loro figurerebbero la Dosio e Perino”. Anche La Stampa titola: “Marcia degli over 50, Perino denunciato. Con lui, nei guai altri 60 esponenti No Tav”, che avrebbero violato l’area di protezione del sito strategico di Chiomonte durante la manifestazione degli “anziani”.

Sabato 17 sale in cattedra il filosofo Gianni Vattimo, che durante una visita a Davide Giacobbe alle Vallette si è fatto accompagnare da Nicoletta Dosio e Luca Abbà, in veste di suoi consulenti. La Stampa: “Inchiesta sulla visita No Tav in carcere, due leader della protesta hanno accompagnato l’eurodeputato”. Sotto la notizia, due interviste allo stesso Vattimo, “In Valle c’è solo disobbedienza civile”, ed all’immancabile senatore Stefano Esposito, “E’ un tentativo di denigrare la Procura”. Repubblica segue a ruota: “Vattimo, inchiesta sulla visita in carcere, l’incontro in cella tra No Tav possibile grazie ad un’autocertificazione”. Ennesima intervistina ad Esposito, che rincara la dose: “Ha dichiarato il falso, in corso un attacco alla Procura”, e chiede che la magistratura apra un fascicolo contro l’europarlamentare. Domenica 18, Repubblica ritorna sul Frejus, intorno al quale, secondo il quotidiano, si scatena una polemica: “Il nuovo Frejus divide i No Tav, salta il tappo sui rapporti tra il movimento e la società dell’autostrada, sotto accusa Perino, Askatasuna e alcuni docenti”. L’articolo è il resoconto degli scontri che si sono succeduti sul web dopo il reportage del 13 agosto. Tra le tante dichiarazioni, fa colpo quella dei Democratici Avigliana: “Con le consulenze per l’autostrada nasce l’alleanza organica fra No Tav e signori della gomma”, e c’è chi tira in ballo, tanto per cambiare, il ruolo di Sandro Plano, presidente della Comunità Montana, oppositore del supertreno, e dirigente Sitaf. A fianco, tiene sempre banco Vattimo, bacchettato anche attraverso editoriali, quello della Stampa attacca addirittura in prima e s’intitola: “Una “sparata” da cattivo maestro”, mentre Repubblica stigmatizza: “Un filosofo dalla debolezza all’illegalità”. Lui risponde sullo stesso giornale: “Ho usufruito di un mio diritto”, mentre si parla di “ipotesi di falso ideologico per la visita in carcere”. La Stampa chiosa: “Aperta un’inchiesta dopo la visita in carcere con i due No Tav”. Intanto, il gip sceglie: “Giacobbe in cella”. Niente domiciliari, insomma.

Si va a martedì 20, quando Repubblica ospita un botta e risposta tra Sandro Plano ed il giornalista autore dell’articolo in oggetto. Plano afferma che “La legge non mi vieta di essere dipendente Sitaf (…) e pur comprendendo la vostra ansia di squalificare tutto quello che è No Tav, dovreste dare ai vostri salariati una leggera calmata”. Durissima la replica: “di fronte alle gravi intimidazioni di questi mesi in Valle lei ha assunto un atteggiamento a dir poco ambiguo. Lo scrive in una lettera il suo segretario regionale, che forse un giorno chiederà la sua espulsione dal partito (il Pd, ndr)”. Mercoledì 21 è il giorno del presidente del Senato Pietro Grasso, che intervenendo al seminario internazionale sulle emergenze planetarie, ad Erice, ha dedicato un passaggio al Tav. Titola La Stampa: “Grasso: sulla Tav si poteva arrivare a soluzioni diverse”. Spiega la seconda carica dello Stato: “oggi non si può realizzare una grande opera infrastrutturale senza valutarne insieme a tutte le componenti interessate l’impatto ambientale e sociale”. Insomma, per il presidente del Senato, “Serviva un altro approccio”. A fianco, scatta l’intervista a Mario Virano, presidente dell’Osservatorio: “Noi, modello per il confronto con le popolazioni”. Sulla falsariga Repubblica: “Grasso: sulla Tav si poteva fare meglio, ci voleva più dialogo per evitare conflitti annosi”. In un’intervista, Virano ammette: “All’inizio sono stati fatti errori, ma il nuovo progetto è esemplare, la discussione c’è stata”. Il giornale fondato da Scalfari pubblica anche una nota redazionale, titolo “I No Tav e le ‘ndrine”, in reazione a quanto riportato anonimamente su un sito No Tav riguardo il controllo sulla vita privata di uno dei cronisti che seguono la questione supertreno. “Sono i metodi dell’Ovra e delle ‘ndrine (…). Repubblica continuerà a dare conto del dibattito interno al movimento No Tav (…) anche se questo costa le minacce mafiose degli emissari di vecchi boss che si arrogano il diritto di controllare gli appalti nella Valle e di strumentalizzare chi conduce in buona fede la sua battaglia contro il supertreno”. Parole come pietre, chiare e criptiche nello stesso tempo.

Giovedì 22 è invece la volta di Osvaldo Napoli, sindaco di Valgioie, già sindaco di Giaveno, ma soprattutto ex deputato del Pdl. Repubblica annuncia la novità: “Tav, Osvaldo Napoli è il vice di Virano”, e dopo il governo, anche la Torino-Lione apre alle larghe intese. L’Osvaldo afferma: “Posso dure di essere uno dei maggiori esperti viventi della Tav”. La Stampa sottolinea: “Tav bipartisan, un vicepresidente Pdl per l’Osservatorio”, “Arriva Napoli, affianca Virano e l’altro vice Foietta”. Il ruolo di Napoli, si legge in entrambi i quotidiani, sarà di carattere politico.

Venerdì 23, grande servizio de La Stampa: “No Tav, l’internazionale della protesta”, sommario: “due attivisti di Chieri fermati a Kallak, in Svezia, dove l’obiettivo da bloccare è la costruzione di una miniera. Nell’ultima marcia a Chiomonte i “NoS21” tedeschi, che si oppongono ad un’autostrada. E poi curdi e palestinesi”. Intanto, a lato, la notizia che “in una busta, proiettili all’avvocato dei poliziotti”. Si tratta del legale che rappresenta il sindacato di polizia Sap nel maxi processo contro i No Tav per gli scontri che si verificarono nel 2011 in Valle. Anche Repubblica annota: “Tav, una busta con tre proiettili al legale dei sindacati di polizia”. “Antagonista fermato in Svezia, per resistenza durante una protesta”. Sul fatto dei proiettili: “La missiva è stata intercettata alle Poste: avvocato sbirro infame, preparati”. Un agosto dal clima mite, come si è potuto evidenziare. Speriamo adesso che lo Stato, che, come ci hanno assicurato, in Val Susa c’è, oltre ad occuparsi con la giusta attenzione di mafia e terrorismo, si dimostri anche in grado di ascoltare la gente che abita qui, e che non è né mafiosa, né terrorista.