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L’Abbazia della Novalesa

Venerdì 21 giugno, a partire dalle 10,  l’abbazia benedettina dei SS. Pietro e Andrea ospita una giornata di studio  in occasione dei 40 anni del suo recupero. All’evento partecipano il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, il priore del complesso padre Paolo Gionta, il sindaco di Novalesa Ezio Rivetti e il direttore dell’agenzia di sviluppo Lamoro Umberto Fava.

Dopo la proiezione del filmato “L’Abbazia di Novalesa, una storia ritrovata” (curato dalla Media Agency Provincia di Torino), sarà illustrato il progetto europeo Thetris, che intende valorizzare la rete di edifici religiosi medievali attraverso l’uso di nuovi strumenti tecnologici.

La Provincia ha scelto la millenaria abbazia di Novalesa, che fu acquistata dall’ente esattamente 40 anni fa ed è stata restituita nel tempo all’antico splendore.

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1975: i monaci benedettini ritornano alla Novalesa

Il progetto si chiama Thetris -Thematic Touristic Route development with the Involvement of local Society ed è stato finanziato sul quarto bando del programma di cooperazione territoriale europea “Europa Centrale” – “Aumentare la competitività e l’attrattività di Città e Regioni”. Capofila è l’association of cities of the Upper-Tisza area (Ungheria).

I partner sono per l’Italia le Province di Torino e Padova, oltre all’agenzia di sviluppo turistico Lamoro. Gli altri partners sono i tedeschi Centre for Technology Structure Development e District Office Forchheim, lo slovacco RDA of the Presov Self-governing Region, la polacca Association of Communes and Cities of Malopolska Region, l’austriaca Diocese Graz-Seckau, i cechi Bohemian Switzerland PBO e Regional Development Agency Ostrava, gli sloveni Scientific Research Centre of the Slovenian Academy of Sciences and Arts, Research Station Nova Gorica e BSC – Business Support Centre Ltd, Kranj.

Abbazia_Novalesa_autunno_1Gli obiettivi del progetto, che ha la durata di 30 mesi ed è in pieno svolgimento, sono l’individuazione delle soluzioni di sviluppo per le aree rurali, utilizzando il patrimonio culturale esistente, concentrandosi in particolare sul patrimonio delle chiese medievali; lo sviluppo di strategie di sviluppo turistico utilizzando quali attrattori i beni culturali; il coinvolgimento delle popolazioni locali nella partecipazione attiva alle strategie di sviluppo di un turismo culturale per le aree interessate.

L’abbazia novalicense, affidata dalla Provincia alla Congregazione Benedettina Sublacense nel 1973, è stata oggetto di un programma di recupero portato a termine all’inizio del nuovo millennio incentrato sulla riorganizzazione degli spazi necessari per la vita della comunità dei monaci e per le relazioni con l’esterno, a cui la comunità stessa si è aperta negli ultimi anni. Il monastero conserva ancora oggi quella che doveva essere la planimetria originaria: un chiostro centrale, fiancheggiato sul lato nord dalla chiesa e sugli altri lati dagli ambienti necessari al funzionamento della comunità.

All’interno del recinto murario si possono ammirare quattro cappelle. Quella di Sant’Eldrado conserva i suggestivi affreschi di età romanica dedicati alla vita del santo. L’obiettivo degli interventi degli anni scorsi è stato quello di localizzare all’interno del complesso funzioni diverse: dalla residenza dei monaci alle attività legate al libro, dall’ospitalità dei visitatori alla realizzazione di spazi museali.

 Sara Ghiotto