A gennaio del 2015. si comincia a scavare il tunnel ferroviario di 57 km tra Susa e St.Jean de Maurienne.  Ma, come preannunciato nel luglio di quest’anno, non si inizierà a scavare dai due fronti ma dal cuore della montagna, laddove cortei No Tav, sit in ed (eventuali) azioni di sabotaggio faticano ad esprimersi.

ventilazioneI primi scavi, infatti, partiranno dal punto preciso in  cui è arrivata la discenderia realizzata a  Saint-Martin-La-Porte in territorio francese, da qui si  proseguirà in direzione Italia  nell’asse del diametro dell’imbocco del futuro tunnel transfrontaliero di 57 km del nuovo collegamento Torino- Lione. In questo modo, si legge in una nota di LTF (la società italo francese che sta completando la progettazione e la predisposizione delle opere in attesa dell’ingresso sulla scena del nuovo soggetto promotore) “saranno completati i 9 km di discenderie già realizzati sul territorio francese tra il 2002 e il 2010”.

La nuova fase inizia con l’accordo firmato a Parigi mercoledì 1° ottobre dal Ministero francese dell’Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell’Energia, con l’AFITF (Agenzia di finanziamento delle infrastrutture di trasporto), LTF (Lyon Turin Ferroviaire) e RFF (Réseau Ferré de France) per finanziare i lavori della galleria esplorativa di Saint-Martin-La-Porte in Savoia, per un importo di 105,78 milioni di euro.

tunnel2jpg“La cifra – si legge nella nota di Ltf – corrisponde alla quota della Francia per realizzare questa galleria di circa 9 km, che sarà integrata dai finanziamenti dell’Unione europea e dell’Italia. La firma di questo accordo fa seguito alla delibera del Consiglio di Amministrazione AFITF del 24 luglio 2014 che aveva deciso di finanziare gli studi e i lavori preliminari della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione”.

Hubert du Mesnil, presidente di LTF, sottolinea “l’importanza di questa tappa, che permette di avviare la realizzazione effettiva dell’appalto di Saint-Martin-La Porte con un avvio dei lavori a gennaio 2015. Grazie a questa firma, ci siamo iscritti rigorosamente nel rispetto e nel calendario delle decisioni prese dalla Francia e dall’Italia in occasione del vertice intergovernativo del novembre 2013”.