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Gennaio 2001, la demolizione dello stabilimento Magnadyne a S.Antonino

Rinasce la Magnadyne. Ma senza stabilimento. O meglio, lo stabilimento c’è  e non è certo a Sant’Antonino (dove anzi venne demolito nel gennaio 2001) ma è nell’est Europa dove i lavoratori assemblano i componenti prodotti in Cina e fanno così uscire le televisioni col glorioso marchio Magnadyne. “Si tratta di fabbriche europee con sistema di qualità certificato, in modo da offrire il meglio in tutte le fasi della produzione, dalla ricerca dei componenti a quella dei fornitori – assicura Enrico Ligabue, direttore commerciale della milanese Twenty SpA che qualche mese fa ha acquistato il marchio – e presto i televisori Magnadyne potrebbero uscire anche da uno stabilimento italiano, passando così dal made in Europe al made in Italy”. La legge lo consente, anche se la stragrande parte della componentistica viene prodotta nella terra del dragone. Due i televisori Magnadyne a schermo piatto commercializzati da Twenty: uno da 40 pollici, l’altro da 32.

Tutto questo mentre sul sito www.magnadyne.eu appaiono ampi riferimenti storici alla fabbrica santantoninese (che ha chiuso i battenti nel 1998, cambiando nel frattempo ragione sociale da Magnadyne a Seimart e infine a Elcit) e alle campagne pubblicitarie dei tempi che furono. Una storia da non dimenticare, anche nell’era della globalizzazione.