caserma-tranaA venti anni dalla sua chiusura definitiva la caserma Cavaglià di San Bernardino di Trana pare ora avere un futuro più roseo di quello del completo abbandono, inghiottita dalla vegetazione e devastata dai vandali. Due decenni di incuria sono terminati ed il comune di Trana si prepara adesso a prendere possesso della ex struttura militare posta nei pressi della borgata Colombè.
Ad annunciarlo è il sindaco Ezio Sada, rendendo nota una comunicazione dell’Agenzia del Demanio della metà di settembre in cui veniva annunciato al comune il parere positivo della direzione regionale in merito al trasferimento a titolo non oneroso di quello che è definito “ex magazzino chimico d’armata San Bernardino”. “E’ la positiva conclusione di un iter che durava da anni, con una prima richiesta ufficiale di subentrare nella proprietà della struttura dismessa risalente al 2011” ha commentato con soddisfazione il sindaco. “Quest’angolo del nostro paese torna così ai tranesi, dopo che circa un secolo fa alcuni di loro si videro espropriare i terreni per la costruzione del primo nucleo della caserma Cavaglià e dopo venti anni di abbandono e degrado di un bene pubblico che venne lasciato dai militari dell’esercito in ottime condizioni generali”.

Da quando è stato ammainato il tricolore nella primavera del 1996 la vecchia base militare ha vissuto un lungo periodo di oblio, dimenticato dallo Stato ma visitato assiduamente da vandali e razziatori di materiali che hanno portato via o danneggiato irreparabilmente praticamente tutto, ma il primo cittadino guarda avanti e vede già rinascere questa parte di Trana. “Come ho detto questa amministrazione vuole che questa struttura venga fruita primariamente dai cittadini e stiamo valutando come intervenire e come indirizzare il futuro impiego di quella che è sicuramente un’importante risorsa per le politiche sociali e culturali del comune, oltre che un luogo per accogliere la vivace realtà associativa del nostro territorio”.
E mentre si attende il via libera del consiglio comunale, che verrà convocato il mese prossimo, il sindaco Sada ci tiene a ribadire che, riguardo all’eternit presente nelle strutture della caserma e che qualcuno riteneva potesse costituire pericolo per la salute, “solo tre magazzini hanno il tetto rivestito di questo materiale e per tutti le condizioni di conservazione sono ottimali, non vi è alcun pericolo di dispersione di fibre di amianto, così come era già stato accertato tempo addietro dalla stessa Agenzia del Demanio e come dovrebbe confermare a breve anche l’Arpa Piemonte, incaricata tre mesi fa di verificare la situazione del luogo”.

Riccardo Salomoni