D’accordo, quest’anno l’inverno fa sul serio: neve, ghiaccio, freddo. Ma è sufficiente tutto questo per mandare in tilt il traffico ferroviario? Da qualche giorno, sulla linea ferroviaria che collega la Valle di Susa a Torino i disagi, i ritardi, le soppressioni di treni si susseguono.

La situazione più grave questa mattina, giovedì 11. Studenti e docenti delle scuole, lavoratori che utilizzano il treno hanno faticato non poco a raggiungere le scuole e i luoghi di lavoro. La causa dei ritardi, segnalata anche dal consigliere regionale segusina Stefania Batzella, l’ennesimo disservizio sulla rete del trasporto ferroviario della Valle di Susa.

Questa mattina, a Bussoleno,  un locomotore stazionava, fermo, da 30 ore, ossia da mercoledì mattina sul binario 1, mentre un altro treno era fermo sul binario 2. “E’ lo scenario – denuncia Batzella – che mi sono trovata davanti questa mattina nella stazione di Bussoleno  dove oggi mi sono recata, come ogni mattina, per prendere il treno per Torino. Grandissima la confusione e tanti i disagi provocati a studenti e pendolari, che cercavano disperatamente informazioni, senza riuscire ad ottenerle”.

“Io stessa – segnala la consigliera regionale – mi sono rivolta all’addetta allo sportello della biglietteria della stazione di Bussoleno per avere informazioni: l’impiegata mi ha risposto di non aver la sfera magica, perché altrimenti avrebbe vinto al superenalotto e ora vivrebbe da milionaria.  Ho aspettato un’ora e mezza sperando che la situazione si risolvesse, mi sono poi dovuta arrendere e ho preso la macchina per recarmi al lavoro, a Torino”.

Batzella segnala vche “proprio qualche giorno fa abbiamo affrontato in Consiglio regionale una seduta straordinaria sulla situazione dei trasporti su ferro nella nostra Regione. Sono state discusse diverse problematiche, tra le quali i ritardi e le soppressioni dei treni. L’assessore regionale ai trasporti ha sottolineato che negli ultimi quattro anni la puntualità non è peggiorata. Ma questa non è la risposta da dare a studenti, pendolari e a tutte le persone che pagano per ricevere un servizio. E’ ora di dire basta e mettere Rete Ferroviaria Italiana (RFI) di fronte alle sue responsabilità: questa situazione non è più tollerabile”.

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