Aveva 64 anni Bruno Combetto quando, il 24 settembre 2014, moriva a Sant’Ambrogio in seguito a un un TSO (trattamento sanitario obbligatorio). A quasi due anni di distanza, i famigliari di Combetto hanno autoprodotto un video informativo al quale, spiegano Wanda Combetto e Renzo Canalia, “hanno collaborato a vario titolo 20 persone”.

Il tema è quello del TSO e delle sue problematiche. Prime tra tutte le modalità d’intervento dei sanitari e delle forza pubblica che, in alcuni casi,  hanno portato portato al decesso delle persone coinvolte e stravolto per sempre la vita dei famigliari, degli amici e dei conoscenti.

Il video è intitolato,  TSO:la salute mentale in manette, dura circa 7 minuti, ed è stato selezionato dal Valsusa Filmfest e inserito nella sezione cortometraggi, ricevendo una segnalazione dalla Giuria tra le opere finaliste a Condove il 29 aprile scorso.

Ma le iniziative dei famigliari di Bruno Combetto non si fermano qui.Parteciperemo insieme ad amici e conoscenti   – informano –   al TORINO MAD PRIDE  che si terrà l’11 giugno ore 14 in Piazza Carlo Felice, dove  per il quinto anno consecutivo, tornerà a sfilare la manifestazione che dal 2012 -caso unico in Italia- porta gli utenti psichiatrici a rivendicare il diritto di vivere il proprio disagio psichico senza per questo essere emarginati, sedati o rinchiusi. Con l’emergere del problema sempre più pressante delle “morti da T.S.O.”, una risposta può essere quella della figura dell’Utente esperto, divenuta oggetto di sperimentazione in ambito socio-sanitario,come nei distretti  Asl delle province di Milano, Como, Varese e Pavia”.

Per ulteriori informazioni ( www.madepridesito.jimbo.com  oppure Facebook Torino Mad Pride ).