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“E’ un cantiere sicuro e normale e siamo sei mesi in anticipo sul cronoprogramma”. Parola di Marco Rettighieri direttore generale di Ltf che martedì 4 ha presentato alla stampa lo stato dell’arte del tunnel geognostico di Chiomonte.  Rettighieri ha voluto così spegnere le polemiche sui rischi dei lavori, dopo le polemiche in seguito agli esposti presentati da Pro Natura sulle frane incombenti sul tunnel e precisare che la galleria ha, ad oggi, una lunghezza di 123 metri sui 7500 previsti. “Stiamo scavando circa 2 metri al giorno e non utilizziamo assolutamente esplosivi ma andiamo avanti con gli escavatori”.
“Siamo ben oltre la paleofrana che gli ambientalisti hanno segnalato – ha detto – e che da vent’anni è monitorata dall’Arpa che, in tutto questo tempo, non ha registrato il benché minimo movimento”.

E’ Virano a dare l’altra novità che riguarda  il tunnel vero e proprio, quello dove i treni entreranno a Susa per sbucare a St.Jean de Maurienne e viceversa:”L’avvio delle gare d’appalto per scavare il megatunnel è previsto con l’inizio 2014”. Da dove si comincerà a scavare non viene specificato. Di sicuro ci sarà un attacco dalle discenderie scavate in Francia, dove le talpe sono arrivate all’altezza del tunnel di base. Si potrebbe cominciare dal cuore della montagna, quindi, invece che dai due punti di ingresso-uscita dal tunnel, ma questo si saprà più avanti. Forse già con l’inizio della conferenza dei servizi per la tratta internazionale, che si riunirà a Roma il 13 giugno e che vedrà intorno al tavolo più di 90 soggetti. Un primo appuntamento preparatorio c’è già stato il 28 maggio in Regione Piemonte ma il vero tavolo decisionale sarà quello romano.

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E’  ancora Virano a ricordare che entro l’autunno sarà approvata  la nuova valutazione di impatto ambientale sul progetto definitivo. E nello stesso periodo – aggiunge  Hubert du Mesnil, presidente di Ltf –  ci sarà  il passaggio di consegne da Ltf ad una nuova societa’ di gestione dell’opera transfrontaliera, con un  nuovo consiglio di amministrazione, un nuovo oggetto sociale, e nuovi azionisti che saranno direttamente i governi dei due paesi, anziché le due società ferroviarie, anche se probabilmente manterrà il nome, “Ltf” . Sempre in autunno, ha aggiunto Virano, “sapremo esattamente il contributo europeo a fondo perduto per l’opera che nei nostri auspici è del il 40% (mentre il 35% dei costi saranno a carico dell’Italia e il 25% della Francia) ’e si creeranno tutte le condizioni per l’avvio delle gare a inizio 2014”. Nel frattempo dovra’ essere ratificato il trattato italo francese siglato il 30 gennaio del 2012. Secondo le stime di Virano la Francia potrebbe gia’ dare il via libera entro un mese, mentre con ogni probabilita’, il Governo italiano approverà  il relativo disegno di legge entro l’estate. Poi la parola verrà data al Parlamento.

Bruno Andolfatto

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