L’Osservatorio nazionale del Turismo registra un calo del 3,6%. Pasqua “in bianco” per la montagna italiana: il maltempo ha influenzato negativamente le prenotazioni ed il fatturato. Lo afferma, in una ricerca pubblicata recentemente, l’Osservatorio Italiano del Turismo Montano “Skipass Panorama Turismo”, nuovo progetto di ricerca creato dal Salone del turismo e degli sport invernali di Modena, e realizzato da JFC.

Le presenze ed i guadagni nelle vacanze di Pasqua
presenzefatturato
VALLE D’AOSTA+3,5%+1,8%
PIEMONTE-0,2%-0,5%
LOMBARDIA-6,2%-6,5%
TRENTINO-3,5%-4,6%
ALTO ADIGE-0,4%-0,7%
VENETO-4,2%-6,6%
FRIULI VENEZIA GIULIA-3,4%-4,7%
Fonte: Osservatorio Skypass Italia

L’Osservatorio ha monitorato – attraverso rilevazioni dirette : le strutture ricettive, scuole di sci, operatori commerciali, consorzi, centri prenotazioni, agenzie di viaggio e tour operator di 28 località  invernali italiane, di cui 2 per l’Alta Valle Susa: Sestriere e Bardonecchia. A livello numerico, sono state sondate 1161 strutture ricettive 321 operatori commerciali, 85 scuole di sci, 57 tra consorzi, uffici di prenotazione, agenzie di viaggi e tour operator nazionali.

Delusione, quindi, per chi si aspettava una chiusura “col botto” della stagione invernale: hanno resistito solo le località  che hanno offerto shopping, benessere, manifestazioni e promozioni speciali. Pasqua è stata caratterizzata da un decremento del -3,6% delle presenze e da un fatturato di 352 milioni di euro, pari ad un -4,7% per il complessivo comparto turistico della montagna italiana.

Hanno inciso negativamente le condizioni atmosferiche: le buone previsioni pre-pasquali si sono scontrate con il maltempo, che ha spinto gli italiani a trascorrere la Pasqua a casa.
Ci si aspettava di pi๠: affermano dall’Osservatorio – sia perché quest’anno la Pasqua è venuta in anticipo rispetto allo scorso anno, sia perché ben il 93% degli impianti ed il 96,5% delle piste erano funzionanti“.

Tutto l’arco alpino è stato colpito dal maltempo, e gli italiani appassionati di sci hanno potuto godere, solo in parte, delle piste ancora innevate. “Solo le destinazioni che da sempre offrono anche altre opzioni, shopping e benessere in primis, hanno ottenuto buone performances : spiegano dall’Osservatorio – aiutano anche le manifestazioni, come i mondiali di curling a Cortina d’Ampezzo, che però non hanno permesso alla regina delle Dolomiti di ottenere il tutto esaurito : e le promozioni – ad esempio a Gressoney l’offerta dei pacchetti con skipass gratis“.

I dati a consuntivo parlano di una diminuzione delle presenze pari al -3,6% e di una rispettiva diminuzione del fatturato complessivo dell’economia turistica Pasquale, per le destinazioni montane, del -4,7% a livello nazionale, per complessivi 352 milioni di euro, di cui 216 milioni per il settore dell’ospitalità , 111 milioni per l’indotto ristorativo e commerciale e 25 milioni per lo sci.

Unica regione con dati positivi è la Valle d’Aosta, che segna un +3,5% di presenze ed un incremento di fatturato pari al +1,8%, con buone performances per Gressoney e Courmayeur.

Nelle altre Regioni, bene solo Corvara, Madonna di Campiglio e Sella Nevea, oltre ad alcune destinazioni del centro-sud Italia come Roccaraso, il Terminillo e l’area dell’Etna. In netta difficoltà  alcune località , tra cui Aprica, S. Martino di Castrozza, Arabba, Alleghe e Piancavallo.

Le principali destinazioni montane della Valle d’Aosta, vale a dire Gressoney, Courmayeur, Breuil/Cervinia, segnano indicatori tra loro lineari, con sostanziale stabilità  per Cervinia e crescita per Gressoney ed in particolar modo per Courmayeur, con indici di incremento delle presenze pari al 5,5% e del fatturato complessivo dell’economia turistica del 4,2%.

Sostanziale stabilità  invece nelle destinazioni montane del Piemonte: Sestriere, Bardonecchia e Limone Piemonte manifestano una situazione comune di sostanziale stabilità : un po’ meglio per Sestriere, leggermente in calo Bardonecchia, le cui presenze diminuiscono di una quota pari allo 0,5%, mentre il fatturato complessivo dell’economia turistica della destinazione si riduce dello 0,8%.

Peggiora la situazione in Lombardia, dove solo Bormio mantiene la propria quota di mercato rispetto alla Pasqua dello scorso anno, mentre sia Livigno che Aprica segnano indicatori negativi, con decrementi per quest’ultima località  pari all’8% sia delle presenze che del fatturato complessivo.

Non migliora di molto il consuntivo del Trentino, dove solo Madonna di Campiglio ha visto migliorare le proprie performances ma in maniera molto lieve, mentre sia Canazei che S. Martino di Castrozza : e quest’ultimo in particolare : segnano diminuzioni di presenze superiori ai 4 punti percentuali, mentre il fatturato complessivo dell’economia turistica cala anch’esso, nelle due destinazioni, di un ulteriore punto %.

Sostanzialmente stabile la situazione a consuntivo in Alto Adige; stabilità  data da un leggero incremento in quanto a presenze e fatturato complessivo dell’economia turistica per Corvara (indici pari al +1% e +0,8%), stabilità  per Ortisei e leggero decremento per Brunico, dove le presenze sono calate dell’1,7% ed il fatturato dell’1,9%.

Performances peggiori, invece, per il vicino Veneto, dove anche Cortina d’Ampezzo non riesce ad ottenere il tutto esaurito e segna decrementi pari al -3% delle presenze ed al -5,5% del fatturato; maggiori le quote di decremento di presenze e di fatturato complessivo dell’economia turistica di Arabba ed Alleghe, che insieme segnano un -5,2% in presenze ed un -7,7% di fatturato.

Le principali destinazioni montane del Friuli Venezia Giulia segnano anch’esse percentuali in diminuzione, ma con indici minori rispetto al vicino Veneto. Sella Nevea migliora leggermente le performances rispetto allo scorso anno, senza riuscire però a recuperare i decrementi di Tarvisio, che non riesce a confermare i dati di presenze e fatturato dello scorso anno, né tanto meno la quota di decremento di presenze (-6%) e di fatturato complessivo dell’economia turistica (-8,2%) di Piancavallo.

Per quanto riguarda le altre destinazioni montane italiane di maggior rilievo, la quasi totalità  degli impianti di risalita attivi e delle piste aperte hanno permesso ad alcune località  di migliorare le proprie performances, come ad esempio a Roccaraso (Abruzzo), l’area dell’Etna (Sicilia) ed il Terminillo (Lazio); in queste destinazioni l’incremento di presenze varia dallo 0,6% al 3,2%, con indici di incremento del fatturato complessivo dell’economia turistica variabile tra lo 0,5% ed il 3,0%.

Altre località , invece, hanno segnato stabilità , come Corno alle Scale e Sestola (Emilia Romagna) e Campitello Matese (Molise), mentre l’Abetone in Toscana ha chiuso le festività  Pasquali con indicatori negativi (-4% di presenze e fatturato).

Fabio Tanzilli calo del turismo sulle montagne dello sci