Era  un gipeto femmina (conosciuto anche come “avvoltoio degli agnelli”), il grosso rapace trovato morto sul territorio di Novalesa da un cittadino chem alle 12 di venerdì 16, ha immediatamente avvisato gli agenti faunistico-ambientali del Servizio Tutela della Fauna e della Flora della Città Metropolitana intervenuti sul posto.

L’animale si trovava sotto una linea elettrica dell’alta tensione; probabilmente il volatile, a causa della scarsa visibilità, è finito contro i fili elettrici in. La folgorazione del Gipeto potrebbe anche essere stata causata dall’elevata apertura alare, che si avvicina ai 3  metri.

L’esame degli anelli inamovibili posti sulle zampe del volatile ha anche consentito di identificarlo: si tratta di Palanfrè, una femmina nata in cattività nel febbraio del 2004 nell’ambito del progetto internazionale di ripopolamento del Gipeto, promosso dalla Vulture Conservation Foundation. Una volta svezzata, la giovane femmina di Gipeto era stata liberata nei presso della borgata Palanfrè, nel territorio del Comune di Vernante, nella cuneese Valle Vermenagna. L’esemplare si era successivamente stabilito in Valle di  Susa e lo si poteva notare sovente veleggiare sulle cime del gruppo del Rocciamelone.

Dopo gli esami autoptici, effettuati presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Torino, la femmina di Gipeto recuperata a Novalesa verrà preparata tassidermicamente, cioè imbalsamata.

Il Gipeto è il più grande rapace presente nelle Alpi Occidentali. È un Vulturide che si ciba di ossa, che porta a grandi altezze per poi farle cadere sulle rocce in modo da frantumarle e poterle ingoiare.

Il vicesindaco metropolitano, Marco Marocco, delegato alla Tutela della Fauna e della Flora, sottolinea che “la presenza del Gipeto nelle nostre vallate è importante perché chiude il cerchio della catena alimentare, certificando il buono stato di salute ambientale delle Alpi Occidentali, che è anche il risultato del lavoro e della presenza pluridecennali del Servizio Tutela Fauna e Flora, della Provincia prima e della Città Metropolitana di Torino”.

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