La Via Crucis del Venerdì Santo, che è storicamente la più antica della Valle, porta sempre in paese un folto pubblico che la segue da bordo strada per vivere ed ammirare la rappresentazione con i numerosi personaggi della Passione di Cristo e che vede ogni anno un crescente numero di fedeli che in silenzio, con rispetto e profonda religiosità, segue Gesù nella sua sofferente salita al Calvario accompagnandolo con riflessioni, preghiere e canti.

Dopo le varie scene in Chiesa, l’agonia di Cristo nell’Orto degli Ulivi, il processo, la condanna, la flagellazione, l’incoronazione di spine e la rinnegazione di Pietro, la processione, quest’anno illuminata da numerosissime fiaccole, si è sviluppata per le vie del paese con cadute e fermate di preghiera nelle varie Cappelle.

Dato che la tradizione vuole che il ruolo della Madonna sia ricoperto da una giovane che si sposa entro l’anno, quest’anno è toccato a Francesca Bruno che in realtà avrebbe potuto farlo lo scorso anno, ma in presenza di due candidate si era  deciso di assegnarlo a turno nei due anni successivi.

Samuele Chiaberto ha invece ricoperto per il tredicesimo anno consecutivo il ruolo del Cristo.

Al rientro in chiesa il silenzio e l’oscurità vengono rotti dal rumore dei chiodi della crocifissione e da tuoni e fulmini seguiti da una riflessione tratta da Isaia mentre si assiste alla scena conclusiva di Gesù deposto tra le braccia della Madre ed al successivo trasporto del suo corpo avvolto in un candido lenzuolo al sepolcro.

Al termine, il parroco Don Antonello Taccori ha ringraziato i personaggi, i fedeli e tutti coloro che hanno contribuito alla rievocazione della Passione di Cristo.

Luigi Franco Patachin

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