vertek“Vertek Lucchini, presente e futuro dello stabilimento condovese”.  E’ titolo della discussione pubblica che si terrà venerdì 5 febbraio, ore 21, Salone della biblioteca comunale. Parleranno  il Commissario straordinario Piero Nardi, l’Assessore al lavoro della Regione Piemonte Gianna Pentenero, il funzionario FIOM Ivano Franco.

Davvero una matassa difficile da sbrogliare quella dello stabilimento Vertek di Condove, ancora in attesa di un acquirente che sia in grado di proseguire (e rilanciare) la produzione. Negli ultimi mesi del 2015 la situazione sembrava risolta, con il Gruppo delle Acciaierie Beltrame (proprietario dello stabilimento di San Didero-Bruzolo) pronto a prendere la fabbrica e una quota significativa dei circa 90 lavoratori. Poi, come spesso capita, le cose si sono complicate e, anzi, la Beltrame ha denunciato esuberi proprio nel suo stabilimento valsusino; le cose, poi, in quel di San Didero, si sono in qualche modo sistemate con un accordo sindacale.
Su Condove, però, la Beltrame si è defilata rinviando, come ammette lo stesso Commissario liquidatore Pietro Nardi, “a una futura analisi degli andamenti di mercato l’eventuale riproposizione di una nuova offerta”. Così, si legge in una relazione del Commissario, “è stato pianificato il proseguimento dell’attività industriale con una ripresa dei volumi produttivi, recentemente diminuiti” ed è stato prorogato fino al 6 novembre del 2016 il tentativo di Pietro Nardi di cercare un acquirente per lo stabilimento condovese.
Allo stato attuale, si legge ancora nel documento di Nardi, “lo stabilimento di Condove, dopo la conclusione senza successo della fase di ricorso al mercato, è tutt’ora in attività con personale in cassa integrazione a zero ore. La forza occupata nella produzione si stima in circa 40 unità ed è in corso la pianificazione delle attività per il 2016, con l’obiettivo di un incremento delle produzioni e delle vendite finalizzato a una migliore valorizzazione del business, con l’intengo di avviare una nuova procedura di vendita nel corso del primo semestre del 2016”.
Difficile dire se quel che non è accaduto nel 2015 avverrà (miracolosamente?) nei primi sei mesi del 2016. “Abbiamo davanti un po’ di tempo – ha dichiarato nei giorni scorsi il funzionario della Fiom Cgil Ivano Franco – e da qui all’estate capiremo se la situazione potrà sbloccarsi. Di certo faremo la nostra parte per salvare lo stabilimento e richiameremo le istituzioni, a cominciare dalla Regione, a… battere un colpo”.

Un’opinione contro corrente
Suppo: “Un tentativo che, alla fine, rischia di danneggiarci”

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Davide Suppo

Davide Suppo è uno che di questioni sindacali ne ha masticate parecchie. Lui sfugge oggi più che mai alle etichette ma potrebbe essere definito un “libero pensatore comunista”. Lavora in Vertek da un sacco di tempo e i sindacalisti di professione lo considerano piuttosto… eretico. Sul futuro della ex Monce è scettico.

“I lavoratori – spiega – pensano, da buoni italiani, che alla fine ci sarà il miracolo e che la Vertek troverà un acquirente… forse sarà così. Ma io penso che il tentativo che si sta provando a fare a conti fatti ci danneggerà. Bisognerebbe infatti trovare un compratore e non cercare scuse o fare interventi minimi su produzioni che vengono mandate avanti in perdita. L’appetibilità non si misura solo con l’aumento di commesse, soprattutto se queste portano perdite e non guadagni”. Suppo fa un esempio concreto: “Se un impianto di bonifica lavorerà presumibilmente fino a marzo su 3 turni, di notte saranno presenti in stabilimento un addetto bonifica e un elettricista. E io mi chiedo: i costi gestionali sono finanziariamente compatibili con la vendita di un prodotto a basso valore? Se mettessimo un cartello davanti ai cancelli con la scritta “qui si lavorano laminati in acciaio gratis”, l’aumento di produttività sarebbe consistente, ma cosa presenteremo a un potenziale compratore? Solo un aumento di produttività o anche un bilancio con margini di guadagno?”. Vedremo.