Manifestazione dei lavoratori Vertek

Manifestazione dei lavoratori Vertek

A confermare le indiscrezioni riportate giovedì 16 sulla prima pagina  de La Valsusa sui destini della Vertek di Condove c’è la visita allo stabilimento valsusino, effettuata il giorno dopo, venerdì 17), da alcuni dirigenti dell’Aferpi, acronimo che sta per Acciaierie e Ferriere Piombino, il nuovo nome dato dal Gruppo Cevital al complesso industriale toscano già di proprietà della Lucchini.

Una novità importante in quello che per la Vertek di Condove è un vero e proprio conto alla rovescia.

“Save the date”, come dicono gli inglesi, si legge su La Valsusa in edicola. E la data è giovedì 30 luglio, ore 18. Quel giorno e quell’ora segneranno il destino dello stabilimento, un tempo già sede della “Moncenisio” perché in quel preciso istante scadranno i termini per gli eventuali acquirenti di dichiarare l’intenzione di acquisire la fabbrica condovese. Già, perché a metà giugno il Commissario nominato dal Governo Pietro Nardi, che ha già traghettato la Lucchini di Piombino nelle mani del gruppo algerino Cevital, ha prorogato i termini della  presentazione delle offerte vincolanti alla fine di luglio. Ufficialmente perché di offerte non ce n’erano, ufficiosamente perché lo stesso commissario avrebbe concesso ad alcuni soggetti che si erano dichiarati interessati ad acquisire la Vertek di Condove un mese e mezzo in più per dettagliare meglio la loro proposta.
Che poi, dicono i bene informati, si scrive luglio ma si pronuncia settembre. Difficilmente, infatti, si saprà qualcosa il 30 luglio o nei giorni immediatamente successivi. Più probabile che Nardi (e il Governo) si prenda il mese di agosto per far partire il complesso meccanismo del passaggio della Vertek nelle nuove mani.
Sempre che, il 30, qualche offerta ci sia. Ancora i bene informati sono pronti a scommettere che qualcosa si stia muovendo, anche se (com’è ovvio) le bocche del Commissario e del suo entourage sono cucite nel più stretto riserbo. Le ipotesi che si fanno sono due.
La prima vede affacciarsi sullo scenario condovese niente meno che la Beltrame di Vicenza che, dopo aver chiuso l’altoforno di San Didero-Bruzolo e aver annunciato il rilancio del laminatoio, nel mese di giugno avrebbe fatto visitare da un’agenzia la fabbrica condovese.
La seconda ipotesi, invece, potrebbe vedere un nuovo aggancio della Vertek di Condove con lo stabilimento della ex Lucchini di Piombino, di recente passato nelle mani della Cevital. Un’ipotesi, questa, che sarebbe vista con un certo favore dallo stesso Commissario Nardi e dal Governo proprio perché salderebbe il destino di Condove, e dei 92 lavoratori rimasti (che potrebbero ancora diminuire entro la fine dell’anno), allo stabilimento di Piombino.

E la visita di ieri allo stabilimento Condovese potrebbe essere la conferma.

La lunga vicenda Vertek, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, giungerà quindi alla svolta decisiva che tutti, a partire dai lavoratori e dalle istituzioni locali, si augurano positiva dopo l’alternarsi, nel corso dell’anno, di luci e ombre. Era il mese di febbraio quando il Commissario Pietro Nardi saliva a Torino per incontrare gli assessori regionali al lavoro Gianna Pentenero e alle attività produttive Giuseppina De Santis e i sindaci di Condove, Chiusa San Michele e Vaie. Nardi, in quell’occasione si era dichiarato ottimista e annunciando una svolta positiva per la fine di marzo. Ma sul suo tavolo, alla scadenza fissata per fine marzo, non giungeva alcuna manifestazione di interesse.
Scattava quindi il nuovo bando con nuove regole: non più semplici manifestazioni di interesse ma vere e proprie offerte vincolanti all’acquisto. Con una nuova scadenza, fissata per metà giugno e poi prorogata a fine luglio. Sarà la volta buona? A Condove (e non solo) sperano di sì. Ne sapremo di più tra qualche settimana.
Bruno Andolfatto