Lavoratori Azimut all'opera all'interno dello stabilimento di Avigliana

Lavoratori Azimut all’opera all’interno dello stabilimento di Avigliana

L’Amministratore Delegato del Gruppo Azimut Benetti, interviene sul nostro giornale a proposito della vertenza in corso nello stabilimento di Avigliana

Voglio fare  chiarezza su quanto affermato al vostro giornale (16 ottobre)  da alcune persone che lavorano nel nostro Gruppo e che ci ha  profondamente ferito.

Cominciamo dai  fatti.

L’Industria nautica italiana è passata da un giro d’affari  di 6,2 miliardi di euro nel 2008 a circa 2,4 miliardi nel 2014.
Il numero di addetti a livello nazionale è diminuito del 50%, passando da 36.000  dipendenti diretti a circa 18.000.

In questo drammatico contesto, Azimut Yachts, per garantire la sua sopravvivenza, è stata costretta ad una profonda ristrutturazione.

Gli esuberi inizialmente previsti in Avigliana erano 230.

Con riqualificazioni, demansionamenti, impiego in altri siti del gruppo e uscite incentivate, tale numero si è oggi ridotto a 49, su 2.000 dipendenti totali del Gruppo.

Per essi,  dopo 2 anni di Cassa Integrazione Straordinaria, si è aperto oggi  un procedimento di mobilità.

Il Gruppo ha fatto tutto ciò  utilizzando le proprie riserve, continuando ad investire sul futuro nonostante le perdite di esercizio, per salvare molti altri posti di lavoro diretti ed indiretti, rimanendo il primo cantiere al mondo.

azimut_panorama11Veniamo ora alle affermazioni che avete riportato sul vostro giornale circa la presenza di dipendenti “ammalati” tra gli esuberi.

Non esiste ancora nessuna lista del personale coinvolto dalla mobilità.
Ad  oggi, sono state esclusivamente definite le aree aziendali coinvolte. La legge, ci dirà, nei  prossimi mesi, come procedere per individuare i singoli lavoratori.

Chiunque faccia oggi commenti su nomi,  lo fa solo per creare confusione e per non affrontare i veri problemi.

Guardiamo ora al futuro.

Il mercato nautico ha smesso di ridursi, ma non crescerà.

Le vendite delle barche sono stagionali: poche d’inverno, moltissime in primavera estate.

Lo stabilimento di Avigliana, per la sua collocazione lontano dal mare, è limitato nella sua competitività.

Preso atto di queste semplici verità,  abbiamo tentato di avviare un dialogo con le Organizzazioni Sindacali per chiedere maggior flessibilità negli orari di lavoro.

E’ stato loro proposto un modello di lavoro con orari maggiori in alcuni periodi dell’anno, compensati con periodi di minore lavoro in altri.

Abbiamo anche richiesto  maggiore polifunzionalità.

Una proposta  ragionevole, il cui unico scopo è la salvaguardia del sito di Avigliana.

Abbiamo spiegato tutto ciò direttamente ai lavoratori.
 
In risposta ci sono stati richiesti dalle Organizzazioni Sindacali impegni incondizionati ed assoluti (assegnazione di futuri nuovi modelli), ancora prima di aver definito e praticamente applicato questo eventuale nuovo modello di lavoro.

Impegni che nessun serio  management può  prendere, senza ingannare i lavoratori stessi.

Ribadiamo la nostra volontà di costruire un futuro per lo stabilimento di Avigliana: un futuro solido, basato sui fatti e non su slogan.
 
Cordiali saluti

Ferruccio LUPPI
Amministratore Delegato
Azimut Benetti Group