Riccardo Fedele, Ricco per gli amici, è di Borgone. Ha 21 anni e vive a Parigi da pochissime settimane.

“Io e un mio amico Cesare Curtabbi di Almese  siamo partiti il 31 ottobre per cercare lavoro e per perfezionare la lingua. Tutti e due abbiamo studiato al linguistico e ci piacerebbe crearci un futuro qui in questa bella città!”

Ricco Fedele a Parigi con Cesare CurtabbiVenerdì ci saremmo dovuti trasferire nel nuovo appartamento. Quindi la sera siamo andati a casa di un amico fuori Parigi a prendere le sue valigie. Siamo rimasti da lui fino più o meno fino alle 21, poi siamo andati a prendere il treno per tornare in città. Mentre eravamo in treno ho iniziato a ricevere dei messaggi dai miei amici che mi chiedevano come stavo. Non sapevamo nulla e mai ci saremmo immaginati una cosa del genere. Appena arrivati in ostello per prendere le mie valigie abbiamo guardato la TV e ci siamo resi conto di cosa stava accadendo

Prima di sapere che si trattasse di un attacco terroristico ho sperato si trattasse di un impazzito, che nessuno si fosse fatto male. Poi però appena ci siamo resi conto di quanta gente era morta e di quanto più seria fosse la cosa ci siamo preoccupati. E’ triste pensare a quelle persone che volevano solamente vedere un concerto oppure passare una serata con amici…

I giorni successivi sono stati freddi, non per la temperatura ma per l’atmosfera. Sono uscito solo per fare spesa e si vedeva la differenza rispetto al giorno prima. Ho pensato anche a cosa stessero pensando i miei amici e i miei parenti dall’Italia e a come si sentissero all’idea di avermi qui.

Nonostante tutto però non bisogna cedere alla paura. In queste situazioni non serve a niente. Io rimarrò a Parigi è finirò ciò che ho cominciato. Farci cedere alla paura è proprio ciò che vogliono i terroristi e credo che rimanere nascosto in casa o tornarsene in Italia sia un modo per assecondarli”.