tour eiffel2Europa sotto choc dopo gli attentati di venerdì sera a Parigi. Difficile trovare le parole per esprimere i sentimenti e i  pensieri che si agitano dentro ciascuno di noi. Forse la parola adeguata è il… silenzio. Come quello che ha proposto don Antonello Taccori, parroco di Villar Focchiardo e San Giorio, che domenica invece della “solita” omelia ha letto di fronte ai fedeli la preghiera semplice di San Francesco d’ Assisi: “Signore, fa di me uno strumento della tua pace. Dove è odio, fa ch’io porti amore,  dove è offesa, ch’io porti il perdono,dove è discordia…

Già, il silenzio. Un silenzio che però deve diventare capace di ascolto. E allora proponiamo di ascoltare le “voci da Parigi”. Sono quelle degli italiani che, per motivi diversi, vivono nella capitale francese.

Giulia Zucca

Giulia Zucca: “Nascosta nella cucina del ristorante,con i terroristi che sparano”

Roberta Morra Cialini, 22 anni, di Avigliana. Frequenta l'Università a Parigi

Roberta Morra Cialini: “Non intendo abituarmi agli attacchi ma non voglio neanche vivere nella paura”

Boris Bernabé

 

Boris Bernabé, docente di storia del diritto all’Università di Parigi:“Educhiamo i giovani a essere cittadini del mondo”

Cristina Perotto, 21 anni, di Susa

Cristina Perotto: “Cedere alla paura significa darla vinta ai terroristi. Rimango qui

edoardo fracchiaDario Fracchia: “Dopo gli attentati, Parigi è una città spettrale, surreale. Dobbiamo difendere i valori di questo grande Paese. Liberté, Egalité et Fraternité”

Carlo Avanzi: “Vive la France, mon deuxiècarlo avanzime pays

fotoFabio Cevrero: “Sapere che ci sono potenziali assassini intorno a noi a fa paura, ma non dobbiamo cedere”

Ricco Fedele a Parigi con Cesare Curtabbi

Riccardo Fedele: “Sono appena arrivato a Parigi e ci starò fino a quando avrò finito ciò che ho appena cominciato”