carlo avanziMi chiamo Carlo Avanzi, ho 20 anni. Sono di Sant’Ambrogio e vivo a Lione. In quarta liceo ho fatto uno scambio di 3 mesi in Belgio e da settembre 2014 frequento l’Université Lumière Lyon 2. Sono al secondo anno di laurea bidispciplinare in Economia/Sociologia.

Venerdì sera ero a casa di amici, in centro, vicino a Place de Terreaux. Ero stanco, avevo avuto lezione fino alle 19h45, quindi dopo un po’ decido di prendere la metro e tornare a casa.

Aspettando la metro ricevo una notifica sul cellulare da Google News “Esplosioni vicino allo Stade de France”. Non mi stupisco, alla fine quante volte ci sono state risse, rivolte o cose simili durante una partita di calcio?

Arrivo a casa e trovo il mio coinquilino attaccato alla televisione, ormai sono già le 22h30, si capisce che questa volta è diverso.

Da quel momento è iniziata la vera angoscia: una quantità enorme di morti e di messaggi cercando di capire se i propri amici stanno bene. Mi ritrovo inerme, immobile, a guardare i telegiornali “eccezionali” e ad aspettare risposte via sms.

La domenica precedente, l’8 novembre mi trovavo proprio lì, nel X arrondissement, seduto sul Canal Saint-Martin a mangiare un kebab e bere una birra con i miei amici. E se avessi ritardato di una settimana il mio week-end a Parigi?

La vita riprende quasi normalmente qui a Lione. Alla fine i controlli non sono una novità, dopo quanto accaduto a gennaio siamo abituati a vedere militari nelle stazioni, poliziotti sulla metro o ad avere controlli per entrare all’Università. Solo che questa volta è molto diverso dal dopo Charlie Hebdo. Abbiamo tutti paura. Basta un rumore anomalo, una sirena di un’ambulanza o un elicottero che passa sulla città e tutti si fermano.

Alla fine Lione è la seconda città più importante in Francia, quando succederà un attentato da noi? Ma non per questo la vita si è fermata. C’è una forza in tutti noi, c’è una forza spettacolare di cercare a riprendere in mano la nostra vita, per affermare ciò che l’Isis combatte in tutti i modi, i valori della Repubblica Francese: Liberté, Egalité, Fraternité. Vive la France, ma France, mon deuxième pays.