Dopo vent’anni e più di discussioni, progetti, lavori avviati sulla Torino-Lione il nuovo governo “giallo-verde” vuole fare marcia indietro. Il Ministro delle Infrastrutture, il pentastellato Danilo Toninelli, la scorsa settimana l’ha ribadito: “Vogliamo ridiscutere tutto con i francesi”. Il primo a reagire è stato il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che abbiamo raggiunto al telefono per un’intervista.

Il ministro Toninelli ha recentemente richiamato l’intenzione di “rivedere” gli accordi sulla Torino-Lione. Ma a questo punto sarebbe tecnicamente possibile abbandonare il progetto?

Parlando di Torino-Lione dobbiamo distinguere la tratta internazionale (Susa-St.Jean de Maurienne con il tunnel internazionale) dalle tratte nazionali,cioè le linee di adduzione al tunnel.  Il fatto è che sulla tratta internazionale siamo in una fase avanzata; i finanziamenti ci sono e stanno per  partire gare per 3 miliardi, che diventeranno 5,5 miliardi entro il 2019. Insomma siamo finalmente nella parte operativa che è nelle mani di Telt, società mista italo-francese. Bloccarla mi pare molto difficile, per non dire impossibile. Diverso il discorso della tratta nazionale; sul versante italiano la discussione è aperta e riguarda la tratta Avigliana-Orbassano; il progetto è ancora da definire. Le variabili non sono molte: tunnel sotto la collina morenica oppure quadruplicamento della linea attuale. Quest’ultima ipotesi è stata proposta recentemente ed è presa in seria considerazione dall’Osservatorio Tecnico presieduto da Paolo Foietta.

Intervista completa su La Valsusa del 28 giugno.

Bruno Andolfatto

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