Esattamente ventiquattro anni fa, nella notte fra l’11 e il 12 aprile 1997, un violento incendio distrusse il gioiello barocco della Cappella della Sindone, l’ala ovest del Palazzo Reale e messo a serio rischio l’integrità del sacro Lino.

Nel cielo persisteva il fumo dell’incendio e decine di vigili del fuoco ancora si aggiravano tra le macerie dell’incendio, le briciole dei preziosi marmi neri di Frabosa e il groviglio di tubi che come un’immensa cappa, opprimevano l’intera cappella, i suoi gruppi marmorei e soprattutto il gioiello dell’altare del Bertola, quello che un tempo conteneva la teca con la Sacra Sindone.

Ognuno dei vigili del fuoco presenti aveva un preciso compito in quello scenario di dolore.

Gli specialisti del nucleo NSS (oggi SAF, Speleo Alpino Fluviale) insieme agli operatori del Centro Documentazione Video rimasero per oltre un mese su quella meravigliosa macchina architettonica che era la cappella disegnata dal geniale “ingegnere ducale” Guarino Guarini, modenese di nascita e torinese d’adozione.

Un mese durante il quale realizzai centinaia di immagini per testimoniare l’avanzata dei lavori di messa in sicurezza.

Nessuno all’infuori di loro poteva salire lassù a decine di metri di altezza e allora quelle immagini fotografiche, che si accompagnavano a quelle filmate, rappresentavano per coloro i quali erano a terra, l’occhio, la visione di quanto accadeva lassù tra i morbidi costoloni e gli enormi finestroni che fanno della struttura un prezioso tesoro architettonico.

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